E’ morto Franco Battiato e mi mancano le parole

E’ morto Franco Battiato e io ho la cosiddetta sindrome da foglio bianco.  Aldilà dello sgomento e dell’incredibile senso di vuoto, mi ritrovo davanti a quella rara situazione dove ci sono così tante cose da scrivere che, diventa difficile se non addirittura impossibile trovare un punto di inizio.

Certo, un coccodrillo non può essere una biografia ma diamine non potete nemmeno chiedermi di fare una sintesi in 1000 battute dell’immensa opera del Maestro; come faccio? come posso decidere cosa citare e cosa tralasciare? in base a che criteri? la realtà è che anche facendo semplicemente affidamento ai miei gusti personali avrei troppo da scrivere e da raccontare ritrovandomi poi a leggere rileggere mille volte l’articolo nel terrore di aver dimenticato qualcosa di fondamentale.

Dalla musica classica all’elettronica, dal rock al pop, passando per la musica etnica Franco Battiato è impossibile da etichettare, impossibile da collocare all’interno di un genere; possiamo perderci in mille inutili discussioni ma l’unico punto fermo è uno solo: nel suo immenso percorso artistico, ha lasciato un segno in qualsiasi strada percorsa.

Aveva il Maestro, quella capacità, che solo i più grandi possiedono, di riuscire a parlare a tutti. Dall’ascoltare più comune che canticchia sotto la doccia Centro di Gravità Permanente all’appassionato più colto ed esigente che si perde nel viaggi cosmici di Fetus, Pollution e del più recente Joe Patti’s Experimental Group.

Riusciva l’artista siciliano, a dare un tocco magico anche ai lavori di altri autori, come dimenticare la sua versione di La canzone dell’amore perduto e di Amore che vieni amore che vai, canzoni tra le più belle di De Andrè che Battiato è riuscito addirittura a migliorare.

Capitolo a parte e che capitolo! meritano  le sue esibizioni dal vivo dove era l’unico e ripeto l’unico che in sole due ore di performance era in grado di trasformare con una semplicità disarmate un concerto di musica classica in uno scatenato party rock.

Il Maestro come ogni grande artista continuerà a vivere in eterno nelle sue opere, ma è inutile nasconderci dietro ad un dito, aldilà di quello che ci ha lasciato quella di oggi è una perdita immensa che, lascerà un vuoto incolmabile.

Di Franco Battiato purtroppo, ne nasce (forse) uno ogni 100 anni.

Samuele Dalle Ave per Frequencies

 

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