Da “figli di un Dio minore” a Supereroi

Magari non abbiamo visto il film del 1986, ma tutte e tutti abbiamo sentito usare l’espressione “Figli di un Dio Minore”, usata per riferirsi alle persone che hanno “qualcosa in meno”, e che appena si svegliano la mattina hanno da combattere qualche battaglia in più e da affrontare qualche ostacolo in più.
E invece cosa sta per regalarci la Marvel con l’ultimo film dei propri supereroi “The Eternals” in uscita il 3 novembre al cinema (e dopo 45 giorni su Disney+) in Italia? Non solo una co- protagonista sordo-muta, ma addirittura una dea supereroina, nascostasi e apparsa nel corso degli ultimi 7mila anni sulla terra, col nome di Makkari.

Quel “qualcosa in meno” nel cult movie degli anni ’80 “Figli di un Dio Minore” è l’udito: la protagonista è infatti una donna sordo-muta, e la trama seppe allora e ancora sa oggi conquistare il pubblico poiché valorizza e rende giustizia della vita, delle ambizioni, delle insicurezze e della fondata pretesa di normalità proveniente da questa donna e quindi dalla comunità sorda in generale. Prima di essere appunto il titolo del film cult, “Figli di un Dio minore” è stato un’opera teatrale di Mark Madoff del 1980. Per quel film l’attrice Marlee Matlin vinse sia il Premio Oscar sia i Golden Globe come miglior attrice, lei che davvero è sorda (totale da un orecchio e all’80% dall’altro).

Questo elemento fece giustamente tanto parlare del film e dell’attrice, e a tutt’oggi il dibattito mica è scemato, anzi! Nel 2015 un movimento ampio di popolo richiamò l’attenzione, attraverso l’hashtag #DeafTalent, a che i ruoli di personaggi sordo-muti venissero interpretati da attori realmente sordo- muti, sfondando ulteriori muri di pregiudizi. “Deaf” in inglese vuol dire “sorda/o” ed infatti possiamo ritrovare anche una certa categoria di film indicata come “deafmovie” o “deaf cinema”, traducibile appunto come “cinema dei sordi” o “cinema sordo”. Il più significativo tentativo di produzione cinematografica è stato la Mondaze.tv (2015-2021), piattaforma simile a Netflix, Prime Video, Disney+, Chili e le altre, in cui venivano trasmessi solo film nella Lingua dei Segni (LIS), che è la lingua che non di rado ormai -e per fortuna- vediamo interpretata in simultanea da intepreti che stanno accanto a conduttori di telegiornali e oratori su palchi di eventi e manifestazioni.

Di questo filone cinematografico però possiamo davvero dire sia noto a tutti solo “Figli di un Dio Minore”. O almeno è così fino ad oggi.
Tanta infatti è l’attesa dell’interpretazione e della trasposizione riadattata sul grande schermo di Makkari, personaggio dell’Universo Marvel membro del gruppo degli “Eterni”. Originariamente un uomo bianco e udente secondo l’ideatore nel 1940 Jack Kirby, nell’adattamento cinematografico del M.C.U. (Marvel Cinematic Universe) Makkari -il cui nome rieccheggia volutamente quello del dio Mercurio secondo le mitologie greca (Hermes) e romana- sarà una donna sordo muta dotata di supervelocità e telepatia, immunità alle alte temperature, alle malattie ed all’invecchiamento, ed è stata presentata come uno dei “cinque guerrieri più potenti”, non come uno dei “cinque più filosofi”.

Nella fituerette del film uscita solo alcuni giorni fa è presente una breve scena in cui si vede chiaramente come Makkari comunichi anche con gli altri supereroi attraverso la lingua dei segni.

Che un supereroe, dai poteri pari ad un dio greco, sia sordo muto è un fatto eccezionale e potentissimo: certamente per il fatto in sé, ma poi anche per il target di pubblico che andrà ad essere investito e coinvolto dal film e della mastodontica saga della “casa delle idee”, come è soprannominata la Marvel.
Se infatti “Figli di un Dio Minore”, storia d’amore e vicenda di vita personale, si proponeva ad un pubblico certo mainstream ma di età diciamo matura, “Eternals” è come tutti i precedenti film sui supereroi Avengers un film davvero “per tutti” e in particolare per i più giovani. Ecco allora che porre sul piano dei supereroi anche una donna sordo-muta che utilizza la lingua dei segni per comunicare, lingua quindi conosciuta da tutte e tutti gli altri Eterni, è una operazione (anche commerciale, certamente) rivoluzionaria perché capace di “normalizzare” quel “di meno” che ancora oggi viene percepito come un elemento non solo e non tanto di ostacolo per chi è o nasce sordo, ma perfino di esclusione da tanti ambiti ed attività.

Gli Eterni protagonisti del film sono una decina e appunto si dovrà parlare di cosa avrebbero fatto in questi 7mila anni sulla terra (per di più senza intervenire mai nei vicende raccontate nei precedenti 25 film del M.C.U.), quindi non c’è da aspettarsi un grande appronfondimento psicologico di Makkari né della sua storia personale, ma anche solo poche scena che la mostrino in azione come supereroina con poteri sovraumani e che usi la lingua dei segni sarebbero (e saranno) un passo significativo (incrociamo tutte le dita) anche nella normalizzazione, nella accettazione e nella integrazione della comunità dei sordi e della lingua dei segni appieno nella nostra società.

E’ rimasto da dire per ultima cosa, ma ancor più significativa ora, che l’interprete di Makkari è Lauren Ridloff, attrice sorda, nota probabilmente a molti per il suo personaggio nella serie “The Walikng Dead” nella nona stagione. L’attrice ha raggiunto il successo, guarda un po’, proprio con la propria interpretazione a Broadway di “Figli di un Dio Minore”. E così dall’interpretare una figlia svantaggiata dal destino, Lauren Ridloff ora sugli schermi sarà una dea-supereroina.

Ecco le sue parole, significative, su quale auspica sia la portata della sua interpretazione: “Credo innanzitutto che Makkari sia davvero molto importante per la comunità delle persone sorde. Crescendo, abbiamo tutti bisogno di una persona che ci rappresenti. Non ho mai sognato di diventare un’attrice perchè non ho mai visto abbastanza persone come me sullo schermo. Ma ora, con Eternals, spero che molte persone possano sognare più in grande: se ce la posso fare io, ce la possono fare anche loro! Ciò che rende Makkari potente è essere l’adattamento di questo ragazzo che sente bene, biondo, eterosessuale e bianco: mostra quello che nella comunità di persone sorde chiamiamo Identità Sorda quelle volte che ci sentiamo fortunati ad esserlo. Quando mi alzo la mattina, non penso alla mia sordità. Ma ci sono volte in cui penso “Grazie a Dio sono sorda!”, come quando sono su un aereo dove c’è un bambino che non smette di piangere e posso dire al genitore di sedersi senza problemi accanto a me senza timore di disturbarmi.”

Ah, e le buone nuove non finiscono qui: in uscita il 24 novembre su Disney+ la serie tv “Haweye” (Occhio di Falco), che vedrà tra i personaggi principali anche MayaLopez/Echo, eroina sorda interpretata dalla attrice sorda Alaqua Cox.

Concludendo, non possiamo che fare a Lauren Ridloff e a tutta la comunità sorda l’augurio che il film “Eternals” (e le auspicabili successive apparizioni) siano foriere non solo di successo per l’attrice ma anche di questo significativo contributo nella percezione reale della sordità e della vita delle persone sorde da parte dell’intera società. Che bello sarebbe riuscire ad aprire il mondo del lavoro anche a chi fino a oggi ne è in non poca parte escluso! Così come dopotutto se imparare una lingua “fa curriculum”, perché non pensare anche alla lingua dei segni?!

L’impatto che “Gli Eterni” avrà sull’Universo Marvel” – ha dichiarato nei giorni scorsi Kevin Faige, produttore e ideatore, demiurgo possiamo ben dire del MCU, – “ridefinirà completamente l’intero universo cinematografico”: e speriamo non solo quello, caro Kevin!