Neve e disagi, la lettera di un turista indignato

Rigoni Stern: "Serve consapevolezza dei possibili disagi"

Il giorno dell’Immacolata è stato reso per molti versi magico e per altri tragico dalla bufera di neve che si è abbattuta sull’Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni. Com’era prevedibile, moltissimi turisti hanno scelto di trascorrere una giornata di festa in montagna per una passeggiata nella neve, un giro ai mercatini di Natale o anche solo qualche ora di spensieratezza. Non tutti gli automobilisti però purtroppo si sono rivelati attrezzati per la guida sulle strade abbondantemente imbiancate e ciò ha causato traffico intenso nelle vie principali e più di qualche incidente che ha richiesto l’intervento dei soccorsi, per fortuna volti perlopiù a rimettere le auto sulla carreggiata.
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Come ogni anno, sono fioccate anche le critiche rivolte alle amministrazioni per la gestione dello sgombero neve. Con la nevicata di mercoledì iniziata alle 9 del mattino, nella maggior parte dei centri abitati i mezzi spazzaneve sono entrati in funzione sin dalle prime ore del pomeriggio, garantendo almeno un minimo di sicurezza nonostante il continuo accumulo di precipitazioni nevose in corso, e già giovedì mattina tutti i mezzi a disposizione erano al lavoro per sgomberare strade e marciapiedi. A Gallio, le turbine avevano ripristinato la normale circolazione stradale e dei pedoni alle 7:30 del mattino e nella mattinata di oggi anche ad Asiago erano in corso le operazioni di pulizia delle vie del centro.
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Neve
Tutto questo non ha comunque evitato il verificarsi di alcuni incidenti che mercoledì pomeriggio hanno rallentato notevolmente la discesa verso la pianura degli avventori dell’Immacolata e uno di loro, il signor Valerio Masiero di Padova, ha voluto raccontare la sua esperienza con evidente disappunto e puntando il dito contro il Comune di Asiago in particolare: “Ieri mattina (ndr, mercoledì) partiamo da Padova alle 9:30 e in un’ora di macchina eravamo al Kaberlaba per far provare per la prima volta l’ebbrezza alla piccola di scendere con lo slittino e vedere la neve in montagna. Alle ore 12 (invece di scendere subito in pianura, grave errore nostro) abbiamo deciso di fermarci a mangiare ad Asiago contribuendo all’economia del turismo dell’altopiano. Alle ore 13:20 finiamo di mangiare e uscendo a fumare una sigaretta prima di ripartire vedo passare tre veicoli spala neve con le pale alzate nonostante le strade fossero completamente bianche. Partiamo per scendere e subito davanti al consorzio facciamo fatica a salire con la macchina (che aveva ruote invernali). Al primo tornante parte la coda, stiamo in coda con la neve che scende sempre più forte dalle 13:45 fino alle 16, tutto questo tempo per fare solo 5 km e non arrivare neanche a Tresché Conca. In questo lasso di tempo sono passati due spala neve solo in senso opposto cioè verso Asiago, noi fermi in coda senza nessun aiuto.
Ad un certo punto ci passano davanti a piedi due Carabinieri che chiedo perché non passano le strade e dicono che non posso parlare di questa cosa (forse perché sanno del servizio vergognoso che danno). Proseguiamo e ad un certo punto tra rotonda per Cesuna e Tresché Conca dove c’è una discesa e poi salita ripida si fermano 10 macchine perché quando iniziano la salita sono costretti a fermarsi (anche con le gomme invernali). Non si saliva più, quindi una specie di tonnara con macchine bloccate, macchine che vogliono passare a tutti i costi perché hanno le catene, ambulanza e due Carabinieri che non riescono a fare niente (tipo bloccare l’arrivo di altre macchine da Asiago e blocco delle macchine che arrivano dalla pianura). I due Carabinieri (gli stessi di prima e gli unici trovati in 4 ore di coda) quando mi blocco con la macchina in quella maledetta salita, mi dicono che c’erano incidenti più avanti (mai visti) e che bisognava portare pazienza.
Nel frattempo la compagna era preoccupata e la figlia capendo la situazione preoccupante si è messa a piangere a dirotto. Per fortuna nell’attesa passa una macchina del soccorso stradale che mi vende alla modica cifra di 120 euro un paio di catene per salire, ovviamente senza fattura tanto per speculare al massimo sulla disperazione! Con le catene riusciamo a ripartire a passo d’uomo e arriviamo a Tresché Conca. Sembra fatta e invece ricomincia la coda lunghissima fino alla fine del Costo, quindi solo per scendere in pianura ci abbiamo messo 4 ore.
Andando alle conclusioni, si sapeva da giorni che avrebbe nevicato il pomeriggio presto, noi potevamo evitare di rimanere oltre mezzogiorno e scendere senza lasciare un centesimo all’economia locale, però il comune di Asiago ha messo a disposizione 2 Carabinieri e forse 3 macchine spala neve per una nevicata del genere. Invece di prendere per i fondelli chi vi porta i soldi, potevate o potenziare la pulizia strade oppure bloccare le strade perché non avevate i mezzi per gestire una nevicata in montagna e invece c’è stata l’anarchia più totale e la gara al si salvi chi può! Io accetto a Padova una situazione del genere ma in montagna non è un evento eccezionale la neve e i servizi a disposizione sono da operatori turistici della domenica! Risultato di questa giornata, pranzo + 120 euro di catene pagate in nero perché se avevo solo il bancomat mi lasciavano lì i signori con la tuta Allianz e che si sono definiti del soccorso provinciale. Uno stress per noi genitori, ma soprattutto l’incubo per la bambina che non vuole più tornare in montagna per le vostre inefficienze. In una parola: vergognatevi! E non piangete il morto che siete in ginocchio per il Covid, perché questo con il covid non c’entra niente. Si chiama incapacità, incompetenza e impreparazione (ho preso 3 sinonimi eleganti dalla Treccani per non dire altre 3 parole)”.
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Neve
Immediata e piccata la replica del Sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern: “Mi pare che le lagnanze di questa persona riguardino lo stato della Strada del Costo sulla quale il Comune di Asiago non ha alcuna competenza essendo provinciale. Il Comune di Asiago non ha nemmeno competenze sull’Arma dei Carabinieri e neppure sul soccorso stradale. Mi limito a dire, però, che se si è al corrente di una grave perturbazione in arrivo si deve essere pure consapevoli dei disagi che questa crea. Non commento le affermazioni dello scrivente, per le quali mi riservo di valutarne il contenuto diffamatorio a tutela dell’immagine della Città di Asiago”.
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Il weekend è alle porte e la neve ha ricominciato a scendere. Non resta che augurarsi che gli ospiti dell’Altopiano, indubbiamente attratti dal fascino delle montagne imbiancate e degli impianti sciistici aperti, si mettano in strada con auto adeguatamente attrezzate con gomme termiche montate o catene a bordo e che prevalga il buon senso per l’incolumità di tutti.
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