Il documentario di QualbuonVeneto sulle bellezze di Enego

Enego un piccolo paese montano dell’Altopiano dei Sette comuni.
Oggi anche argomento di interesse per documentari di ultima generazione attraverso il coinvolgimento di giovani che credono ancora nel loro Paese.

Il gruppo QualbuonVeneto, produttore di diversi documentari brevi sul territorio, ci racconta attraverso le parole della co-founder Sabrina l’esperienza e l’avvicinamento a questo splendido luogo. ”Il dolce suono della pioggia che cade tra le foglie degli alberi. Quegli stessi alberi che vedo dalla finestra dell’appartamento. Le nuvole corrono veloci e lasciano intravedere qualche raggio di sole che sicuramente uscirà più tardi. La temperatura è giusto un paio di gradi in meno rispetto a casa. Siamo arrivati da poche ore a Enego ma già ci sentiamo ritemprati. Quest’anno abbiamo deciso di passare le nostre meritate ferie estive in quello che per noi è uno dei borghi più belli del Veneto. Siamo in contatto da anni con i ragazzi della Pro Loco Enego, soprattutto con Simone, un giovane intraprendente, amante del territorio proprio come noi.

Io e mio marito – continua Sabrina– siamo i fondatori di un’azienda che produce contenuti multimediali, foto e video. Lavoriamo con varie realtà sul territorio, ma ciò che più ci dà soddisfazione è realizzare documentari. I nostri documentari disponibili sempre gratuitamente, hanno lo scopo di far conoscere il nostro territorio, raccontandone bellezze e curiosità. Per questo abbiamo subito creato un bel feeling con Simone che, un po’ come noi, ama il suo territorio e che a soli 14 anni aveva aperto la pagina Instagram “Visit Enego“, dove raccoglieva foto e informazioni sul suo paese”.

La fondatrice di QualbuonVeneto, continua raccontando come lei e suo marito siano arrivati ad Enego scoprendo una realtà diversa dalla loro :” La parte più difficile per noi è stata arrivare a Enego attraverso i 17 tornanti a cui noi, gente di pianura, non siamo abituati. Appena arrivati però l’aria fresca nonostante fosse in pieno Luglio, i profumi delle botteghe, la gente ridente che camminava e salutava , ci fecero dimenticare tutto. Mi accorsi che una signora aveva lasciato le chiavi appese fuori dalla sua auto e con gli occhi la cercai. Dopo poco tornò. La signora era tranquilla e mi disse che lasciava anche le chiavi di casa appese fuori dalla porta perché qui fortunatamente non è ancora arrivata la criminalità. In effetti è difficile scappare giù per 17 tornanti. Questa oasi di pace, di tranquillità, questa aria di ferie, di festività, questo calore… Sentivo già che il lavoro, le preoccupazioni e le ansie erano cose lontanissime da me ”.

Abbiamo poi chiesto a Sabrina cosa avesse visitato in quello che ha definito come un’oasi di pace: “ I giorni seguenti li abbiamo passati con gli amici della Pro Loco, alla Torre Scaligera soprattutto, dove abbiamo potuto ammirare più volte il panorama incredibile e la vista delle montagne dalle cime innevate in lontananza. Uno dei giorni più belli è stato invece la visita alla grotta di Valdicina, dove si trova anche un capitello votivo e degli antichi abbeveratoi. L’acqua di questa fonte gelida si tinge dei riflessi più incredibili e mi lascia incantata. Le campanelle viola che bucano la roccia tutto attorno alla fonte contribuiscono a rendere questo luogo un paradiso dei sensi.

Abbiamo proseguito la camminata dopo il ponte di Valdicina, in mezzo al bosco, verso alcune gallerie che portano alla contrada di Valgoda. Immersi nel verde sentivamo versi incomprensibili di alcuni animali, scopriamo topolini e serpenti , gazze e rapaci, in mezzo a una natura incontaminata. Dentro di me sento che vorrei parlare a tutti di questi luoghi ma allo stesso tempo spero che possano rimanere intatti, che il turismo di massa non li possa mai raggiungere. Come un avido Gollum vorrei proteggere questi spazi che sento miei, che sono ‘il mio tessoro’ .

Come ultima cosa a Sabrina è stato chiesto come fosse terminata questa esperienza “Una settimana purtroppo passata in fretta, siamo dovuti tornare al lavoro e già ci sentivamo male. Un ultimo sguardo ai monti, un ultimo giro nelle botteghe per comprare cartoline, regalini per i parenti e soprattutto una scorta di formaggio Enego e di altre specialità alla malga vicina.

Il video delle nostre vacanze a Enego è nato dopo molti mesi. È un video diverso dai soliti, dove abbiamo cercato di fare conoscere questo borgo ma soprattutto le nostre sensazioni. Come dico alla fine: Questo e molto altro è Enego, un luogo dove io ho ritrovato me stessa”.

Il gruppo Visit Enego insieme alla Pro Loco Enego soddisfatti della proficua collaborazione con QualbuonVeneto, hanno diffuso nei loro canali social il video realizzato dal gruppo sul territorio.

Il gruppo Visit Enego vi invita a visionare questo documentario “alternativo” che fa scoprire una delle molteplici meraviglie dell’Altopiano dei Sette Comuni.

Il documentario

Credit: Visit Enego – QualbuonVeneto