Gallio, polemica aperta sul destino delle aree simbolo del paese

Scontro Munari-Pinaroli Valbella e Pakstall

Non si placa l’animo guerrigliero della minoranza di Gallio, che questa volta apre la polemica sulle aree che hanno fatto la storia del paese: Pakstall e Valbella.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale di fine dicembre infatti il consigliere Andrea Pinaroli ha evidenziato la scelta dell’amministrazione di destinare i fondi, inizialmente riservati all’intervento di ripristino dei trampolini del Pakstall, al progetto di riqualificazione di Piazza Giardini. “A parte il fatto che così si abbandona la Valle del Pakstall e si mette una pietra sui trampolini, simbolo di Gallio, qualcuno ci dice dove stiamo andando? Francamente non lo comprendiamo”, commenta Pinaroli.

“Si tratta – spiega il Sindaco di Gallio, Emanuele Munaridi 60 mila euro dei fondi comuni confinanti che servivano per mettere in sicurezza i castelli dei due trampolini più vecchi del Pakstall. Purtroppo Vaia ha reso inutile quell’intervento, avendo provocato ingenti danni alle strutture, che richiederebbero oggi ben più di quella cifra per essere sistemate. Perciò come amministrazione abbiamo ritenuto opportuno rivedere la destinazione dei fondi, assegnandoli a quella che per noi è una priorità in questo momento, ovvero il rinnovo di Piazza Giardini. Tranquillizzo la minoranza: il Pakstall non verrà abbandonato. Al contrario, stiamo già pensando ad un nuovo progetto volto al recupero dell’area.”

Anche sulla mancata apertura del comprensorio di Valbella il consigliere di minoranza Pinaroli esprime qualche perplessità: “La burocrazia, pur necessaria a formalizzare le procedure, non può però andare in contrasto con le esigenze imprenditoriali, economiche, turistiche e commerciali. Il mancato godimento dell’uso civico o la rideterminazione della concessione saranno pure importanti, ma sono sempre e comunque burocrazia, per quanto necessaria a completare l’iter. La realtà invece è turismo, occupazione, sviluppo di tutto quanto è collegato alla funzionalità di Valbella, capacità di interlocuzione con la Proprietà per giungere ad un pieno sfruttamento turistico della zona.

Contrasta con questa analisi la versione fornita dal Sindaco Munari che, visibilmente controvoglia, accende la luce sui motivi dell’inattività del piccolo comprensorio di Valbella: “Partendo dal presupposto che ganci, baita e parcheggi sono privati, mentre solo il suolo è comunale, bisogna far rilevare che la vicenda Valbella è caratterizzata da un’incertezza dominante. Su impulso dell’amministrazione, ad ottobre è stata messa in moto la macchina burocratica necessaria, pur non avendo certezze circa la volontà della società Ronco Carbon di aprire. A seguito della specifica richiesta della società stessa, il 28 dicembre il Comune ha provveduto a mettere sul tavolo della Regione i documenti per effettuare una perizia di stima per ognuna delle tre piste, rendendole indipendenti una dall’altra sia per quanto riguarda l’attività sia circa i canoni di locazione. Azioni che hanno naturalmente comportato delle spese, nonostante il Comune attualmente avanzi dalla società circa 30 mila euro di canoni mai versati dal 2017 in poi. Ad oggi tuttavia non abbiamo ricevuto alcuna proposta da parte della società Ronco Carbon che lasci intendere che esista una qualche volontà di aprire”.

Munari conclude poi con un attacco duro alla minoranza: “Prima di accusare il Sindaco e indirettamente la società Ronco Carbon di Valbella, invito i dilettanti allo sbaraglio della minoranza ad analizzare le conseguenze di ciò che dicono. Agendo in questo modo vogliono attaccare il Sindaco ma fanno del male a Gallio e ad uno degli stakeholder del territorio. Noi abbiamo seguito le difficoltà e la volontà del privato, nonostante l’incertezza della riapertura, mentre loro costringono a mettere in piazza quelle che sono le fragilità di una società, manifestando ancora una volta la loro incapacità, per la quale chiedo nuovamente che rassegnino le dimissioni.