Asiago, l’aeroporto saluta Troncia dopo 22 anni

Aeroporto Romeo Sartori al tramonto
L'aeroporto Romeo Sartori al tramonto. Foto di Mauro Troncia

L’aeroporto Romeo Sartori è stato per ben 22 anni la sua seconda casa e lo scorso venerdì 21 gennaio ne ha chiuso la porta per l’ultima volta, voltandosi verso una nuova avventura. Naturalmente parliamo di Mauro Troncia, direttore dell’aeroporto di Asiago dal 2014 ad oggi, ma impegnato come operatore radio nei weekend già dal lontano 2000.

Mauro Troncia
Un aereo atterrato all’aeroporto Romeo Sartori

Com’è cambiato l’aeroporto in questi 20 anni?

Siamo partiti con l’aerostazione che era ferma dal ’91. Era semplicemente una striscia d’asfalto dove si praticava tanto volo a vela, attività che purtroppo col tempo è andata persa, però aerei non se ne vedevano. C’è un numero bello che mi piace raccontare: siamo passati da una trentina, al massimo, di aerei all’anno dall’estero ai trecento di oggi.

Da quali paesi del mondo provengono gli aerei che atterrano ad Asiago, oltre a quelli italiani naturalmente?

Mauro Troncia
Troncia con un velivolo della pattuglia dei Flying Bulls

L’80% del traffico aereo proviene dall’Austria, un 19% dalla Germania e il restante dalla Slovenia, dalla Francia, qualcuno dalla Svizzera. Addirittura abbiamo avuto cose un po’ particolari come Emirati Arabi, Russia… però la maggior parte arriva dai paesi vicini.

Si tratta comunque di piccoli mezzi privati…

Sì, sono tutti mezzi privati quelli che atterrano all’aeroporto di Asiago.

Tranne il Falcon 900 del presidente Mattarella atterrato nel maggio del 2016!

Esatto, quello è assolutamente l’aereo da ricordare. E poi lo scorso autunno è atterrato un jet, l’unico che riesce ad atterrare anche su piste in erba, per il volo test di un acquirente che era intenzionato a comprarlo.

Facciamo un’analisi: cosa cambieresti oggi dell’aeroporto di Asiago?

Tornando indietro non cambierei niente. Abbiamo dato davvero il massimo: siamo passati da un’aerostazione fatiscente allo spettacolo che è oggi, riuscendo ad aprirla nel 2014. C’è un ristorante molto frequentato dove si mangia bene, abbiamo realizzato le camere del bed and breakfast e adesso abbiamo fatto una convenzione con l’hotel Sporting di Asiago… I servizi ci sono davvero tutti. L’unica cosa che manca, per una questione economica e gestionale, per completare l’offerta è il distributore di carburante.

Come mai, dopo tanto tempo, la decisione di lasciare Asiago?

Mi hanno proposto di gestire l’aeroporto Nicelli al Lido di Venezia. È vero che sono ad Asiago da tanti anni, ma proprio per questo, dal punto di vista professionale, se non cambio adesso non cambio più. Il motivo per cui vado via è affrontare una sfida nuova, avere la possibilità di un’ulteriore crescita. Quindi ho accettato la proposta, chiaramente col magone, perché mi dispiace tantissimo lasciare Asiago.

Dalla montagna al mare: a Venezia che ambiente troverai? Com’è la situazione dell’aeroporto che, negli anni, ha avuto dei saliscendi?

Dunque, come dicevo, sono arrivato ad Asiago quando l’aeroporto era fatiscente. Poi, nel 2014 è arrivato Bruno Zago che gli ha dato nuova vita e io sono entrato in quel momento di fortissimo rilancio. Al Lido è la stessa identica cosa. L’aeroporto ha avuto alti e bassi, però adesso, con la nuova gestione di Gigi Garbisa, un imprenditore locale che si occupa di grandi eventi, ci sarà anche lì un grande rilancio. Io naturalmente dovrò ulteriormente rilanciarlo, ma casco bene: il mio lavoro sarà farlo crescere ancora di più.

Mauro Troncia
Il direttore Troncia con un elicottero EH101 della Marina Militare italiana

Chi prenderà il tuo posto di direttore qui ad Asiago?

Adesso abbiamo passato la palla a Jacopo Salvetti. Chiaramente lo sto aiutando nel passaggio di consegne e gli ho dato tutta la mia disponibilità e il mio supporto qualora ne avesse bisogno. Non vado via in cattivi rapporti, anzi: davvero mi è rimasto nel cuore Asiago.

Hai già lasciato Asiago o sei ancora in fase di transizione?

Il 21 gennaio è stato il mio ultimo giorno di lavoro, che ho concluso col magone perché chiudere per l’ultima volta la porta non è stato facile. Adesso farò un bel po’ di scialpinismo, visto che è una mia passione e chi mi conosce sa che spesso mi piaceva andare a bere un caffè alle Melette prima di andare all’aeroporto a lavorare. Al Lido invece mi toccherà fare una surfata col kite, altra mia grande passione, prima di andare al lavoro!

In bocca al lupo per questa nuova avventura, Mauro!

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