Su, in malga: a Gallio l’evento dedicato ai formaggi di malga

Su, in malga

Nasce a Gallio Su, in malga, l’evento dedicato ai formaggi che il 30 e 31 luglio andrà in scena in piazza Italia. Una “manifestazione di nicchia”, come la definisce il sindaco Emanuele Munari, che rappresenta il terzo step dell’azione intrapresa circa cinque anni fa dall’amministrazione comunale e volta a valorizzare il patrimonio delle malghe del territorio. Dopo l’ideazione del progetto La via delle Malghe, che ha preso concretamente il via lo scorso anno, e l’innovazione per quanto riguarda la concessione delle malghe ai giovani allevatori adottata per la prima volta da Gallio e a seguire da altri comuni dell’altopiano, Su, in malga chiude il cerchio delle attività di promozione delle strutture malghive.

A partecipare alla rassegna sono stati invitati tutti i malghesi produttori di formaggi, circa 32 in totale nel territorio dei sette comuni, dei quali oltre una ventina ha aderito alla prima edizione. Non solo esposizione e vendita dei prodotti caseari, ma anche lavorazione in tempo reale dei formaggi, convegni con esperti sul tema e laboratori per bambini. Domenica 30 luglio prenderà il via anche il concorso per decretare il formaggio più buono tra quelli prodotti dai partecipanti. Il premio verrà assegnato nella serata di lunedì 31 dal team di assaggiatori ufficiali dell’ONAF, l’organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio. Infine, nei 45 giorni successivi all’evento un fitto calendario di uscite condotte dalle guide dell’altopiano e targate Su, in malga permetterà di raggiungere a piedi le malghe del territorio per conoscere il mondo dell’alpeggio e la vita dei malghesi, custodi di un antico sapere.

Su, in malga non vuole certo essere un evento in concorrenza con Made in Malga, – spiega l’assessore Francesco Rossima uno strumento per valorizzare le malghe di tutto l’altopiano. Si tratta di un format che intendiamo replicare nei prossimi anni a Gallio, magari destagionalizzandolo man mano, e che saremo ben lieti di condividere con altri comuni che volessero ospitarlo.”

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