Il Premio Mario Rigoni Stern interrompe l’attività: “accolta la volontà della famiglia” dello scrittore asiaghese

Premio Mario Rigoni Stern - immagine
Il Premio Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi interrompe la sua attività fermandosi dopo 12 edizioni.
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La decisione è stata comunicata dalla stessa organizzazione del Premio con una breve nota pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione.
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Il Comitato organizzatore – si legge nel post -, ha accolto la volontà espressa dalla famiglia dello scrittore, che intende individuare e promuovere altre modalità per ricordare la sua figura e valorizzarne il lascito ideale
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Se la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, va detto che aveva destato qualche sospetto la mancata pubblicazione del bando di partecipazione all’edizione 2023, bando che ricordiamolo lo scorso anno, era scaduto già a fine aprile.

Il premio, che si è svolto fino ad oggi con cadenza annuale alternativamente fra Trentino e Veneto, tendeva a rintracciare gli elementi di eccellenza della narrativa e della saggistica di ambito alpino all’interno di opere edite nei due anni precedenti, individuando alcuni settori di interesse specifici: il paesaggio alpino, le attività produttive tradizionali, i valori naturali dell’ambiente montano e le sue relazioni con l’antropizzazione e la crisi climatica, il contesto socioculturale delle comunità alpine, la caccia, la guerra in montagna come scenario della storia europea, il patrimonio narratologico dell’arco alpino. Tutti temi centrali anche nell’archivio di Mario Rigoni Stern e in gran parte dei suoi scritti.

La civiltà alpina, con le sue lingue, i suoi usi e costumi, con la cessazione dell’attività del premio Mario Rigoni Stern cui era dedicato, perde così questa preziosa possibilità di essere portata a conoscenza del pubblico appassionato.

A trionfare nel 2022 in quella che, salvo ripensamenti resterà alla storia come l’ultima edizione del Premio, era stato Paolo Malaguti con “Il Moro della cima.