Allerta meteo in Veneto per una forte perturbazione che ricorda Vaia

Allerta meteo Regione Veneto - ottobre 2023

In riferimento alla situazione meteorologica attesa sul nostro territorio, come da Avviso di Condizioni Meteo Avverse emesso ieri e preso atto dell’Avviso di Criticità emesso dal Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto, il Meteo regionale ha comunicato che fino a sabato 21 ottobre il tempo sarà instabile con precipitazioni diffuse da consistenti ad abbondanti su zone montane e pedemontane.
Per le stesse ore, inoltre, è stata dichiarata la fase operativa di ‘Attenzione‘ per venti forti o molto forti, soprattutto sulle zone montane, che potrebbe essere riconfigurata, a livello locale, in “Fase di Preallarme” a seconda dell’intensità dei fenomeni.

Le amministrazioni locali – specifica la Protezione Civile dovranno porre in atto le procedure di allertamento dovute a conclamate criticità o particolari sofferenze geologiche ed idrauliche presenti nel territorio di competenza“.

Si consiglia fortemente di non mettersi in viaggio nel pomeriggio di oggi, salvo impegni improrogabili, e soprattutto evitare assolutamente di addentrarsi nei boschi fino al rientro dell’allerta ed al miglioramento delle condizioni meteorologiche.


Il ricordo di Vaia

Le previsioni odierne risvegliano nelle nostre menti il ricordo di quanto accaduto 5 anni fa: era il 26 ottobre del 2018 quando iniziò a piovere. Capita spesso in autunno, quando l’estate è ormai un ricordo lontano in montagna, le temperature sono già rigide e si attende la neve per dare inizio alla stagione sciistica. Invece continuò a piovere per giorni e quello che inizialmente era sembrato solo un accumulo di pioggia, si trasformò poi in un violento uragano che spazzò via più d 15 milioni di alberi sull’altopiano e in tutto il Nordest.

Una mattina d’autunno ci svegliammo senza corrente in casa, con i telefoni isolati e il panorama che conoscevamo non esisteva più, portato via per sempre da raffiche di vento che avevano sfiorato i 200 chilometri orari.

Quando il vento cessò, un silenzio surreale dominava i boschi e i paesi dell’altopiano. Chi poteva, dava una mano a chi ne aveva bisogno, ma erano talmente ingenti i danni che solo un miracolo avrebbe potuto portare sollievo. Ci fu chi rimase ferito durante la tempesta, chi scampò alla morte per un soffio e chi invece andò incontro al proprio sfortunato destino. Incredulità è il termine corretto per definire lo smarrimento che riempiva lo sguardo degli abitanti dell’altopiano.

Val d’Assa e la piana di Marcesina, i due luoghi simbolo della potenza dell’uragano, con i loro maestosi alberi distesi come birilli abbattuti al suolo da una gigantesca e inarrestabile palla da bowling.

La potenza del vento arrecò danni per circa 3 miliardi di euro. In tutto il Nordest si rilevarono case e infrastrutture crollate, ospedali inagibili, frane, strade interrotte, scuole e ferrovie chiuse e interi paesi senza energia elettrica o rete telefonica.

Marcesina tempesta Vaia - prima e dopo

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