Ospedale di Asiago: un nuovo ecografo con intelligenza artificiale per la cardiologia riabilitativa

L’apparecchiatura è stata presentata questa mattina: consente lo svolgimento di esami completi e accurati in tempi molto rapidi. Il Direttore Generale Carlo Bramezza: «Continuiamo a investire nell’ospedale di Asiago e sosteniamo la crescita della Cardiologia Riabilitativa, che è sempre più un riferimento»

A circa 6 mesi dalla sua attivazione, nel giugno scorso, la Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago evidenzia numeri in costante crescita: sono già oltre 70 i pazienti assistiti, con una media di 7-9 posti letto occupati (contro i 4 inizialmente previsti nella fase di avvio). Per lo più sono provenienti dalle Cardiologie di Bassano e Santorso e dalla Cardiochirurgia di Vicenza, ma non mancano pazienti operati anche fuori provincia o fuori regione.

«Sta andando bene – commenta il dott. Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia Riabilitativa di Asiago -, compatibilmente con le piccole complicanze che possono verificarsi con pazienti post acuti e che abbiamo comunque sempre gestito, anche in collaborazione con i reparti di Cardiologia di provenienza. Il bilancio è positivo in termini di risultati clinici, ma anche di soddisfazione manifestata dai pazienti. Il merito va condiviso con tutti i componenti dell’équipe multidisciplinare che ne assicura la presa in carico: cardiologi, ma anche fisioterapisti, dietisti, psicologi e infermieri. Devo dire che da parte di tutti c’è un grande entusiasmo e un’eccellente disponibilità e spirito di collaborazione, a partire dallo sforzo straordinario del personale infermieristico e dei fisioterapisti afferenti all’U.O.C. Recupero e Riabilitazione Funzionale diretta dal dott. Mario Scapin».

Un’attività sempre più intensa, dunque, per la quale la Cardiologia Riabilitativa da oggi potrà contare anche su una nuova apparecchiatura all’avanguardia: un ecografo di ultima generazione completo di tutte le dotazioni per eseguire una valutazione della funzionalità del sistema cardiovascolare, frutto di un investimento di oltre 35 mila euro. L’apparecchiatura è portatile, dunque può essere facilmente spostata da un paziente all’altro, consentendo di eseguire gli esami direttamente sul posto letto senza dover spostare il paziente nel laboratorio di ecografia: questo chiaramente si traduce in un maggiore comfort per il paziente, ma anche in una semplificazione del lavoro dell’équipe infermieristica oltre che in una velocizzazione dei controlli. Proprio la velocità è uno dei punti di forza della nuova apparecchiatura, che consente standard di produttività particolarmente elevati, grazie ai tempi molto ridotti di accensione e spegnimento e soprattutto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

La funzionalità Anatomical Intelligence Ultrasound (AIUS) consente infatti il riconoscimento automatico delle strutture anatomiche, facilitando l’esecuzione di esami di qualità elevata in tempi brevi.

Il nuovo ecografo si caratterizza infatti anche per la capacità di mettere a disposizione dello specialista immagini ad altissima risoluzione e dunque con un eccellente livello di dettaglio, a beneficio della precisione diagnostica.

L’apparecchiatura è stata presentata questa mattina con una piccola cerimonia alla presenza del Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana: «Nel giro di pochi mesi la Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago ha saputo diventare già un riferimento – commenta Carlo Bramezza – facendosi apprezzare per la qualità della presa in carico dei pazienti, anche in termini di attenzione alla persona, e per l’eccellenza dei risultati clinici conseguiti. Tanto è vero che già oggi riceve pazienti non solo dalle Cardiologie di Bassano e Santorso, ma anche da Vicenza e stanno crescendo anche i pazienti da fuori provincia. Con l’acquisizione di questa nuova apparecchiatura, come Direzione confermiamo l’impegno a continuare a investire nell’ospedale di Asiago e nel caso specifico l’attenzione per la Cardiologia Riabilitativa, che ha un grande potenziale di sviluppo».

Proprio su questo aspetto richiama l’attenzione il dott. Antonio di Caprio, Direttore Sanitario dell’ULSS 7 Pedemontana: «Considerando il flusso di pazienti che si è subito creato, sicuramente la Cardiologia Riabilitativa di Asiago risponde ad un preciso bisogno da parte delle Cardiologie e Cardiochirurgie del territorio e questo ci fa pensare che i 10 posti letto ipotizzati una volta a regime costituiscano un obiettivo non solo raggiungibile ma anche necessario».

La Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago –  che è integrata nella U.O.C. di Medicina diretta dalla dott.ssa Mirca Lagni – è rivolta ai pazienti che hanno subito un evento cardiologico acuto oppure un intervento di Cardiochirurgia, quindi trasferiti dai centri hub o dalle cardiologie aziendali.

Per tutti, la presa in carico è sempre multidisciplinare, con il coinvolgimento di cardiologici, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, dietisti e specialisti della Medicina, che insieme definiscono e attuano per ciascun paziente un percorso riabilitativo personalizzato.

All’ingresso, il paziente viene valutato da tutte le figure sanitarie del team, con indagini cliniche e strumentali. Sulla base delle informazioni raccolte viene stilato un profilo di rischio cardiovascolare e viene definito il progetto riabilitativo, che è sempre personalizzato. L’obiettivo infatti è sempre portare il paziente a recuperare al massimo livello possibile le sue funzioni, non solo cardiovascolari ma complessive, e questo comporta una serie di azioni e attenzioni a 360 gradi, per questo motivo la presa in carico è sempre multidisciplinare: oltre agli esercizi di riabilitazione in senso stretto, è previsto infatti anche un sostegno di tipo psicologico e un’attività di educazione alla salute, con momenti di vera e propria formazione dei pazienti e altri di confronto in gruppo.

Durante il periodo di degenza, il programma prevede ogni giorno al mattino una valutazione medica, una prima sessione di attività fisica con i fisioterapisti e un incontro informativo di gruppo, quindi nel pomeriggio una seconda sessione di attività in palestra, accertamenti clinici e il colloquio con lo psicologo.

La degenza dura generalmente due settimane, con la possibilità di arrivare a tre settimane in caso di necessità. Al momento della dimissione tutti i pazienti ricevono una relazione sanitaria contenente i dati del ricovero, i risultati degli accertamenti più significativi e il programma dei controlli clinici da effettuare, oltre a tutte le indicazioni per la modifica degli stili di vita (dieta personalizzata, programma di attività fisica a lungo termine, consigli sulla gestione dello stress e dell’ansia).

c.s