Buon 2024 da 7 Comuni Online

Un editoriale è più di un articolo, è qualcosa che nasce poco a poco nel cuore, trova uno spiraglio aperto verso la mente e si incunea nelle azioni quotidiane dando luogo a mille pensieri. Di questi, proprio come nel concepimento della vita umana, solo alcuni sopravvivranno fino a diventare tessere perfette di un puzzle che raffigura un’idea compiuta.

Quest’anno tra i colleghi delle altre testate giornalistiche vedo che si è molto diffusa l’usanza di ripercorrere i fatti di cronaca avvenuti nel 2023. Io ho scelto di fare qualcosa di diverso, perché ogni storia che raccontiamo ogni giorno attraverso gli articoli del nostro quotidiano suscita in noi reazioni e riflessioni che talvolta mettiamo da parte in attesa del momento giusto, della chiave di lettura adatta o semplicemente perché ormai il tema è stato sorpassato come trend.

Quando mi sono messa a lavorare a questo pezzo per augurare a tutti voi lettori, che ci seguite con stima e curiosità, qualcuno forse (e lo dico con grande orgoglio, perché significa che siamo ritenuti affidabili e attendibili) anche come spunto per il proprio lavoro, gioia e serenità per il nuovo anno alle porte, avevo giù un’idea piuttosto precisa del messaggio che avrei voluto affidare alle mie parole. Poi questa sera, ascoltando il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al di là degli ovvi indirizzi politici richiesti dalla sua carica, mi sono sorpresa nel ritrovare molti spunti in comune con la mia idea.

“Basta rassegnazione, uniti siamo forti” è stato uno dei temi centrali del messaggio del Capo di Stato. Un messaggio conciso ma estremamente forte che evidenzia la realtà sociale in cui siamo stati immersi negli ultimi decenni, aggravata dal fattore pandemia. Viviamo in un’epoca storica in cui ci affidiamo all’intelligenza artificiale ma tra gli uomini sospetto, invidia e vendetta governano, non solo ai piani alti, dove vengono disegnate guerre e sanzioni, anche tra la gente del popolo. Tuttavia, il male più devastante che ci affligge è l’indifferenza.

Ecco quindi che questo non pretende di essere un insegnamento calato dall’alto, ma un caloroso invito a prestare attenzione a chi ci sta accanto, a chi non si conosce, a chi ha bisogno di aiuto e a chi sostiene di non averne affatto necessità. Fermatevi a chiedere “Come va?” a un estraneo che ritenete essere in difficoltà. Non abbiate paura di mostrarvi aperti al prossimo. In poche parole, torniamo a essere comunità, senza confini e senza timori. Solo col desiderio di creare una catena umana forte e pronta a far fronte a un nuovo anno per il quale oggi ognuno di noi esprimerà un desiderio o si prefiggerà un buon proposito.

Buon 2024, amici di 7 Comuni Online