Altopiano, ingegnere indagato per falsificazione di autorizzazioni edilizie

Guardia di Finanza - archivio
Foto di repertorio

La Tenenza di Asiago della Guardia di Finanza ha diffuso questa mattina l’esito delle indagini svolte a carico di un noto professionista dell’altopiano, del quale non vengono indicate le generalità in quanto il procedimento è ancora in corso, accusato di aver falsificato decine di pratiche edilizie mediante la contraffazione dei timbri del Comune.

Alcune segnalazioni da parte di un ente pubblico che aveva notato delle anomalie avevano fatto scattare le indagini di polizia giudiziaria nei mesi scorsi. I finanzieri sospettavano che l’ingegnere consegnasse ai propri malcapitati clienti documenti falsi riguardanti progetti edilizi, in particolare ricollegati ai fondi del Pnrr e al Bonus Facciate, facendo credere loro che fossero stati sottoposti agli uffici comunali. Tempi record, quelli riguardanti le pratiche solo all’apparenza presentate ai tecnici dei comuni dall’indagato, che hanno destato sospetti, oltre al conseguente risparmio sui corrispettivi.

Dopo perquisizioni e acquisizioni di informazioni, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto che l’ingegnere creava titoli edilizi falsi – Scia e Cila – apponendo i timbri del Comune tramite carta da lucido e li consegnava ai clienti. Questi ultimi, all’oscuro di ciò, davano quindi inizio a lavori di manutenzione o installazioni precarie per la caccia senza le autorizzazioni necessarie.

Le prove raccolte nel corso delle perquisizioni hanno confermato la frode ai danni sia dello Stato che, indirettamente, dei committenti e l’ingegnere è stato denunciato per il reato di contraffazione di altri pubblici sigilli e per le violazioni previste dall’art. 44 del Testo Unico Edilizia, mentre i documenti falsi sono stati sequestrati. Per ottenere la riprova della truffa è stato sufficiente confrontare i titoli edilizi emessi dall’ingegnere con quelli effettivamente protocollati nel Comune di riferimento. “L’attività di servizio eseguita – si legge nella nota delle Fiamme Gialle di Vicenza – è l’esempio dell’impegno della Guardia di Finanza a contrastare, in un’ottica trasversale, ogni forma di illecito in materia di spesa pubblica a tutela dei cittadini e degli enti pubblici.”

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