Una nuova pianta per Giulia Rigon al parco Millepini

La sua storia è rimasta impressa nella memoria della comunità come una ferita dolorosa che non smette di bruciare. Nessuno voleva credere che fosse accaduto davvero, quando si è sparsa la notizia del ritrovamento del suo corpo. Brutalmente uccisa dal suo compagno, il trentenne Henrique Cappellari, Giulia Rigon ha concluso così la sua giovane vita nel dicembre del 2021.

Il suo funerale, avvenuto ancora nell’atmosfera surreale del distanziamento sociale dovuto alla pandemia, aveva avvicinato i cuori di tutti i presenti, commossi dalle parole di parenti e amici che avevano voluto ricordare questa dolce ragazza di Asiago, la cui vita non le aveva mai riservato una strada semplice da percorrere.

In occasione della festa della donna, pochi mesi più tardi, nel Parco Brigata Regina di Asiago era comparsa una pennellata rossa: una panchina simbolo della lotta alla violenza sulle donne, la cui installazione era stata promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Asiago, in collaborazione con il Centro Hagar e Auser Asiago.

Nel settembre dello stesso anno, proprio accanto a quella panchina aveva trovato dimora un melo. La pianta era un ulteriore simbolo del ricordo di Giulia, ma purtroppo un paio di anni più tardi il melo era inspiegabilmente morto. Sostituito tempestivamente, oggi purtroppo la nuova piantina messa a dimora è stata spezzata dalla mano di qualcuno.

Certamente un gesto sciocco, altrettanto certamente inconsapevole del valore di quella pianta, incaricata di crescere per conservare l’essenza della giovane ragazza. Un albero del quale in futuro sarebbe stato bello guardare la possenza, immaginando che fosse l’anima di Giulia elevata verso il cielo, finalmente libera dalle sofferenze interiori e dal dolore infertole senza pietà dal suo assassino.

Un vivaista si è quindi occupato di scegliere un nuovo melo da collocare nel Parco Millepini, ancora vicino alla panchina rossa, auspicando che questa volta le sue radici possano trovare terreno fertile per crescere negli anni a venire, espandendosi assieme alla consapevolezza della necessità di un cambio di passo in questa società così malata.

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