Ora o mai più: l’Altopiano ha bisogno di un candidato unico alle prossime elezioni regionali

L’Altopiano non ha mai avuto un consigliere regionale. Questo è un dato di fatto, una ferita che il nostro territorio non può più permettersi di ignorare.

Non è questione di campanilismo, ma di rappresentanza: in una Regione come il Veneto, dove le dinamiche politiche spesso penalizzano le aree meno popolose a favore dei centri urbani, è fondamentale che anche una realtà come la nostra abbia una voce autorevole a Palazzo Ferro Fini. Eppure, fino ad oggi, non si è mai riusciti a fare squadra. Ogni tentativo di esprimere un candidato condiviso si è scontrato con divisioni interne, personalismi e, troppo spesso, con l’inclinazione a privilegiare logiche di partito rispetto alle reali necessità del territorio.

Meritiamo una voce forte e unitaria in Consiglio Regionale

È arrivato il momento di cambiare. L’Altopiano ha bisogno di un candidato unico, autorevole e apprezzato in modo trasversale. Una figura capace di rappresentare tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica, e di rendere conto prima di tutto al territorio e non a un partito. Questo non significa che la politica debba essere messa da parte, ma che le posizioni divisive e le candidature di bandiera non possono essere la strada da percorrere.

Il futuro consigliere regionale dell’Altopiano dovrà essere una figura di sintesi, in grado di portare avanti le istanze della comunità con determinazione e competenza, dialogando con tutte le forze politiche.

Nella fase iniziale, non sarà fondamentale individuare fin da subito lo schieramento o la lista in cui il candidato si presenterà. Mai come nella prossima tornata elettorale, la situazione in Veneto si prospetta fluida. Sarà invece cruciale che il candidato sia indipendente dai partiti: con un pacchetto di voti compatti in mano agli altopianesi, potrà far valere il proprio peso con qualsiasi parte politica, mettendo subito in chiaro che le logiche di partito o di schieramento verranno sempre dopo gli interessi del territorio.

Va detto che proprio in nome di quella trasversalità, fondamentale per la riuscita dell’operazione, andrebbero evitate collocazioni in liste con posizioni estreme. Non ci possiamo permettere divisioni.

Le primarie per scegliere il candidato

Se ci dovessero essere più candidati disposti a mettersi in gioco, un percorso chiaro e partecipativo come quello delle primarie potrebbe rappresentare una soluzione ideale. Le primarie non solo garantirebbero una scelta condivisa e legittimata dalla popolazione, ma permetterebbero anche di coinvolgere attivamente i cittadini, rafforzando quel senso di comunità che è indispensabile per affrontare una sfida di tale portata.

Attraverso le primarie, ogni aspirante candidato avrebbe l’opportunità di presentare un programma chiaro e dettagliato, affrontando pubblicamente i temi centrali per l’Altopiano: dalla sanità al turismo, dalle infrastrutture alla valorizzazione delle eccellenze locali. Questo confronto aperto consentirebbe di selezionare la figura più credibile e capace di unire il territorio.

Inoltre, le primarie potrebbero fungere da momento di mobilitazione e sensibilizzazione, portando al centro dell’attenzione le istanze dell’Altopiano e dimostrando che l’unità è possibile quando l’obiettivo comune è il bene della comunità.

Per garantire la massima trasparenza e rappresentatività, le primarie dovrebbero essere organizzate da un comitato trasversale composto da rappresentanti della popolazione, dell’associazionismo e dell’imprenditoria. Questo approccio consentirebbe di superare eventuali conflitti di interesse e di assicurare che il processo sia realmente espressione della volontà collettiva del territorio.

Noi, come  7 Comuni Online, nel caso venisse intrapresa questa strada, siamo pronti a dare il nostro contributo.

Un candidato unitario, forte del sostegno di tutto l’Altopiano, potrebbe inoltre attirare significativi finanziamenti per la campagna elettorale. Questo aspetto non è secondario: risorse adeguate consentirebbero una campagna capillare e ben strutturata, aumentando la visibilità del territorio e le possibilità di successo alle elezioni.

Un altro fattore determinante potrebbe essere il coinvolgimento degli elettori esterni, come i proprietari di seconde case che appartengono alla nostra stessa circoscrizione elettorale. Anche loro, se sensibilizzati, potrebbero contribuire in maniera significativa al successo del candidato, rafforzando ulteriormente la base elettorale.

…e se qualcuno volesse sottrarsi all’idea del candidato unico?

A questo punto viene da chiedersi: e se qualcuno volesse sottrarsi all’idea del candidato unico, candidandosi comunque a prescindere da quanto espresso dal territorio?

Sarebbe una scelta che comporta precise responsabilità. Un tale personalismo dovrebbe essere giustificato, ed è chiaro che difficilmente potrebbe essere accolto positivamente da una comunità che sta cercando l’unità.

La stessa responsabilità dovrebbero prendersela anche amministratori e militanti con tessere di partito in tasca: sarebbe importante che facessero un passo indietro, o meglio uno in avanti, mettendo gli interessi del territorio davanti a quelli del partito, appoggiando pubblicamente, se necessario, anche un candidato che non è espressione diretta del loro schieramento.

Un consigliere regionale: cosa cambierebbe per l’Altopiano?

Ma perché è così importante avere un consigliere regionale?

La risposta è semplice: il Veneto è una Regione in cui le decisioni sulle politiche di sviluppo, i finanziamenti e i servizi passano spesso per il Consiglio Regionale. Un rappresentante dell’Altopiano potrebbe fare la differenza su temi fondamentali come la sanità, il turismo, le infrastrutture, l’agricoltura e l’allevamento.

Un consigliere regionale non è solo un portavoce, ma un ponte tra il territorio e la Regione. Avere qualcuno che conosca le problematiche locali e che possa intervenire direttamente nei processi decisionali è fondamentale per evitare che le esigenze dell’Altopiano continuino a passare in secondo piano.

Uniti per il futuro del territorio

Questa è una sfida cruciale, e l’Altopiano non può permettersi di fallire ancora.

Per troppo tempo siamo stati un utile bacino di voti per politici esterni che, una volta eletti, hanno dimenticato le promesse fatte. Ora è il momento di invertire la rotta, di unirci e di costruire una candidatura forte e credibile.

Meritiamo una voce che sappia farsi ascoltare, una rappresentanza che porti le nostre istanze e ambizioni al centro del dibattito regionale. E questo può accadere solo se saremo capaci di fare squadra.

Non lasciamo che l’ennesima occasione vada sprecata: lavoriamo insieme per garantire al nostro territorio il peso politico che merita.


art. pubblicato nel n.7 di i 7 comuni

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