Il Gallo di Vaia abbandonato in un prato. Sambugaro: “10 mila euro per sistemarlo”

Gallo Vaia Gallio - Marco Martalar

Si tratta di arte effimera, destinata a deteriorarsi sotto l’azione degli agenti atmosferici, come ha spesso dichiarato lo stesso artista, Marco Martalar, ma il dispiacere di vederlo riverso in un prato resta comunque. Il Gallo di Gallio, una delle opere realizzate dall’artista roanese con i resti degli schianti della tempesta Vaia che lo hanno portato alla ribalta della cronaca, era stato rimosso temporaneamente dalla sua collocazione di fronte al Municipio del paese nel settembre dello scorso anno, in seguito a una forte folata di vento che l’aveva rovesciato, danneggiandolo.

Ieri alcuni cittadini hanno rinvenuto la scultura lignea in un prato in contrada Stellar, disteso su una porzione di lamiera. Immediatamente si è scatenata l’indignazione del gruppo consiliare di opposizione, con Emanuele Munari in prima linea che commenta: “Ecco il trattamento riservato al Gallo di Vaia. Il simbolo del nostro Comune, che prima troneggiava davanti al Municipio, ora giace da tempo lì a terra, abbandonato, come un qualsiasi rifiuto urbano. Nel frattempo altre località montane rispettano e valorizzano le opere di Marco Martalar facendole diventare vere e proprie attrazioni turistiche. A nome della nostra Comunità, chiedo scusa all’amico Marco per l’indegno trattamento riservato al Gallo dall’attuale amministrazione”.

Gli fa eco l’artista stesso, che si dice dispiaciuto: “Non voglio entrare in argomenti legati alla politica ma vedere una mia opera così mi fa star male tanto come l’incendio del drago. Era solo caduto per un forte vento”.

Di diverso avviso Marinella Sambugaro, che giustifica l’accaduto: “Il Gallo si trovava in quel prato solo temporaneamente, a causa di alcuni lavori che hanno interessato il magazzino comunale, dove è già stato nuovamente ricoverato, in attesa che si decida cosa farne. Dopo quanto accaduto a settembre – prosegue il Sindaco – l’amministrazione ha contattato subito l’artista per valutare un eventuale ripristino. La cifra richiesta, 10 mila euro, ci è apparsa un costo che il Comune non è opportuno che affronti in questo momento”.

Sambugaro ribatte duramente alle accuse mosse da Munari: “Non crediamo al sincero dispiacere espresso dal consigliere Munari per lo Stato in cui versa l’opera, come lo stesso vuol far supporre, tra l’altro avvalendosi della notorietà dell’amico Artista per rendere la notizia più virale.riteniamo scandaloso che, per infangare l’amministrazione, Munari arrechi danno all’immagine del paese alle attività economiche, cercando sempre di avere i riflettori puntati su se stesso”.

Il Gallo, una delle prime opere dell’artista Marco Martalar, necessiterebbe di una nuova base che lo renda più stabile, oltre alla ricostruzione delle parti danneggiate. Naturalmente, anche solo il trasporto di un’opera di quelle dimensioni richiede mezzi adeguati costosi. Vista l’indignazione suscitata sui social, c’è da supporre che la comunità sia intenzionata a raccogliere il denaro necessario per riportare il Gallo al suo posto. Un’iniziativa non inedita per Martalar, che dopo l’incendio del Drago di Vaia è stato protagonista di una raccolta fondi imponente, grazie alla quale un nuovo drago è stato costruito a Lavarone.

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