Stabilito il periodo in cui si andrà al voto per le elezioni regionali del Veneto, orientativamente attorno al mese di novembre, cominciano a registrarsi i primi movimenti anche sull’Altopiano, dove sembra che l’ex sindaco di Gallio e presidente dimissionario della Comunità Montana, Emanuele Munari, stia iniziando la sua corsa verso Palazzo Ferro-Fini.
In una situazione ancora in divenire, il politico influencer altopianese, già molto attivo sui social e ospite abituale nelle trasmissioni televisive locali, nonostante la sua vicinanza a Vannacci, parrebbe in corsa per Fratelli d’Italia, in quota alla corrente che fa capo all’eurodeputata Elena Donazzan.
La candidatura non può comunque dirsi ancora certa, visti i movimenti interni a FdI, dove la situazione è attualmente piuttosto fluida, con l’entrata tra i papabili anche del Presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, recentemente traslato nel partito di Giorgia Meloni.
È noto che gli slot a disposizione nelle liste sono limitati, per cui sarà fondamentale per il partito nei prossimi giorni scegliere il cavallo su cui puntare, tenendo conto dei rapporti di forza e dei pacchetti di voti che possono portare in dote gli aspiranti candidati.
Proprio su questo punto viene da chiedersi quanto sia consistente il pacchetto di voti di Munari, che nel corso del tempo ha subito una progressiva perdita di consensi in ambito altopianese, non da ultima la sconfitta alle urne da sindaco uscente nel suo stesso comune. Peraltro, dovrà dimostrare di rispondere prima alle esigenze del territorio che ai diktat del partito.
La situazione impone allora di chiedersi se, con un profilo per certi versi divisivo, specie sul tema dell’unità tra i Sette Comuni, spesso discusso durante i suoi anni di governo, Munari possa rappresentare quel nome trasversale per una candidatura unitaria che per primi abbiamo auspicato: l’unica via per esprimere finalmente un consigliere regionale in rappresentanza del nostro territorio.
Se Munari ritiene di essere il candidato ideale, è arrivato il momento di uscire allo scoperto e rendere nota la propria disponibilità a un confronto aperto con gli altri nomi in campo. Solo da un dialogo trasparente potrà emergere una candidatura condivisa, capace di rappresentare al meglio l’interesse dell’Altopiano. Qualora dovesse emergere un profilo con maggiori possibilità di successo, sarà fondamentale che ciascuno, Munari compreso sia pronto a fare un passo indietro, anteponendo il bene collettivo a ogni ambizione personale.
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