Don Roberto Bonomo e tre volontari altopianesi in Brasile per un progetto che unisce terra e speranza

A giugno don Roberto Bonomo, Gianni Bordin, Sonia Dalle Ave, ed Enrico Rigoni sono partiti dall’Altopiano per raggiungere il Maranhão, nel nord del Brasile. Lì, a un’ora da Imperatriz, li attendeva una piccola scuola agro-ambientale intitolata a Padre Taddeo, “il frate con la tuta”, dove la terra e la vita delle famiglie si intrecciano in un quotidiano fatto di fatica e speranza.

Tra caseifici improvvisati, arnie, orti e mani che imparano mestieri antichi, i quattro hanno vissuto giorni intensi accanto a donne e uomini che lottano per restare nella propria terra, portando avanti un progetto che guarda al futuro.


Il racconto di Don Roberto Bonomo

Vi racconto una piccola storia, condivisa con Gianni, Sonia ed Enrico nel mese di giugno di quest’anno. Una storia di gente semplice, accogliente, povera che vive nelle zone rurali ad un’ora di macchina da Imperatriz, una città situata nello stato brasiliano del Maranhão.

All’interno di queste zone una piccola fattoria e più precisamente una Scuola agro-ambientale intitolata a Padre Taddeo, missionario cappuccino, soprannominato “il frate con la tuta”, un uomo appassionato dell’uomo, attento agli ultimi e ai bisognosi, capace di trasmettere, nel servizio che svolgeva, il messaggio di fraternità e giustizia del Vangelo. Egli ha dato la vita perché le famiglie di questa zona rurale potessero avere “un pane sicuro” e vivere con dignità e non essere costrette ad abbandonare la terra a vantaggio dei grandi proprietari terrieri.

In una delle strade di Imperatriz si trova una croce con la sua immagine, nel luogo dove ha trovato la morte ad opera di chi voleva ostacolare la sua missione. E nella vicina chiesa di San Francesco si trova la sua tomba, molto venerata dalle tante persone che ha aiutato e che a loro volta lo hanno sostenuto nel suo impegno missionario.

La Scuola agro-ambientale ha come obiettivo lo sviluppo sostenibile delle piccole fattorie familiari, garantendo la tutela dell’ambiente, la valorizzazione delle risorse locali e la possibilità di crescita economica.

Ma cosa avviene in questa umile piccola scuola, in cui operano due meravigliose donne, Luigia e Joselita, che hanno voluto continuare l’opera di Padre Taddeo, dando inizio ad una Associazione a suo nome?

Innanzi tutto è stato realizzato, a scopo didattico, un importante allevamento di api con e senza pungiglione; con l’aiuto di un volontario italiano laureato in agraria, si è creato un vivaio di piante e un orto; sono state introdotte 12 mucche, che riescono a produrre dagli otto ai dieci litri di latte al giorno e si è costruito un piccolo caseificio per insegnare a produrre formaggio, burro e derivati; è stata allestita una cucina didattica per apprendere le tecniche culinarie, il valore del cibo e della sua conservazione per un’alimentazione sana.

I corsi di formazione che avvengono in questa scuola sono rivolti ai giovani di queste zone rurali, in modo particolare alle donne, che sono la vera forza delle famiglie. Così si organizzano corsi di taglio e cucito, di apicoltura per ottenere oltre al miele anche la cera per realizzare candele, saponi per l’igiene personale e cosmetici per la cura della pelle, e propoli e pappa reale di cui conosciamo tutti gli effetti benefici per la salute.

E, ancora, corsi per la cura e la tutela della terra, la valorizzazione delle risorse locali, la semina dei prodotti più adatti e possibilmente anche più remunerativi.

Dall’Università di Imperatriz, inviati dai loro insegnanti, giungono anche numerosi studenti laureandi in agronomia o in ingegneria ambientale per fare esperienza sul campo.

Nel mese di giugno, durante la nostra permanenza, per quattro settimane si sono svolti per diversi gruppi corsi di formazione casearia. Da esperto maestro Enrico Rigoni ha insegnato loro, a partire dall’igiene, come pastorizzare il latte e come realizzare alcuni prodotti derivati come la mozzarella, la caciotta, il pressato, il burro, la burrata, lo stracchino, il formaggio spalmabile e lo yogurt.

Ha contagiato tutti vedere l’interesse, l’entusiasmo e l’impegno, in particolare delle donne.

Perché questi corsi formativi? I motivi indicati nell’obiettivo della Scuola agro-ambientale sono diversi. Io desidero sottolinearne due.

Il primo: aiutare economicamente la famiglia per una vita dignitosa e non essere costretti ad emigrare. Gli uomini solitamente fanno i mandriani per i grandi proprietari terreni che possiedono migliaia di mucche da carne, ma il loro stipendio è di circa 1200-1500 reais, che equivalgono a 200-250 euro. Non sufficienti al mantenimento di una famiglia normalmente con diversi figli.

Ecco allora l’importanza del lavoro delle donne che, grazie ai corsi di formazione, con i prodotti del latte (concesso dal padrone delle mandrie) come il formaggio, lo yogurt, i derivati del miele e i prodotti della terra, venduti al mercato, contribuiscono perché nelle case non solo non manchi “il pane quotidiano”, ma sia data alle loro famiglie la possibilità di rimanere e vivere nella loro terra in modo dignitoso.

È stata per noi un’esperienza commovente andare da queste famiglie a portare una pentola inox, un fornello a gas e altri strumenti necessari per fare il formaggio in casa, o consegnare una o due arnie, una cariola, una zappa, un rastrello, una vasca per l’acqua e delle sementi per coltivare la terra e creare un orto, perché come si dice “dalla grammatica si passasse alla pratica”.

Il secondo motivo, tra i tanti, che dà valore a questa Scuola è l’insegnare ed educare i giovani a prendersi cura della loro terra conciliando la produttività con la salvaguardia dell’ambiente, promuovendo un uso responsabile e integrato delle risorse naturali.

La scuola insegna questo non solo a livello didattico, ma facendo fare esperienza sul campo.

Possiede a questo scopo trenta ettari di terreno. Necessita però di strumenti adeguati per lavorarli. Possiede solo un Toyota con cassone vecchio di 20 anni e strumenti manuali.

Ha bisogno di attrezzature agricole adeguate: almeno di un piccolo trattore, di un aratro, di un perforatore del suolo… per procedere a dissodare il terreno, potare gli alberi esistenti, promuovere un riforestamento rispettoso dell’ambiente.

Queste attrezzature potrebbero poi essere utili anche per aiutare le famiglie sparse nelle zone rurali circostanti. È anche per questo che stiamo cercando degli aiuti per tentare di raccogliere 30.000 € che permetterebbero di acquistare le attrezzature essenziali.

E qui mi fermo. Contento di avervi raccontato questa realtà che abbiamo vissuto e condiviso con veri amici in terra brasiliana.


Se qualcuno desidera collaborare questi sono gli estremi per un versamento con bonifico:

ASSOCIAZIONE DI SOLIDARIETÀ A SOSTEGNO DELLE POPOLAZIONE DEL MARANHÃO – ETS
IBAN: IT 03 T 02008 11708 000005583927 – CAUSALE: Erogazione liberale: acquisto trattore e attrezzature.

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