Un oggetto di uso comune, semplice e quotidiano, che nelle mani di Nicola Lobbia diventa strumento di riflessione e memoria. È la nuova installazione dello scultore e agitatore culturale altopianese, che questa volta ha scelto il battipanni come simbolo evocativo di un’epoca ormai lontana.
L’opera, collocata all’esterno del suo negozio-laboratorio, non si limita a essere un richiamo al passato domestico. Come spesso accade nei lavori di Lobbia, la scultura diventa un innesco di dialogo: chi si ferma ad osservarla, in particolare gli anziani, non vede solo un oggetto, ma rivive un frammento della propria storia.“Erano tempi duri ma anche tempi sani. Ricordo mia madre che mi inseguiva per tutto il paese per riportarmi a casa quando scappavo a giocare”, ha raccontato una signora, rievocando le corse spensierate (e a volte spericolate) dell’infanzia e le immancabili ramanzine di una madre che impugnava il battipanni come strumento di disciplina.
Con quest’opera Lobbia sembra voler restituire dignità a ciò che oggi è relegato a semplice oggetto quasi obsoleto, ma che un tempo rappresentava un pezzo di cultura familiare e sociale. Non a caso accanto alla scultura campeggia la scritta “Strumento educativo di un tempo”, una definizione che mescola ironia e verità storica.
Il battipanni diventa così metafora di una società in cui la severità conviveva con la genuinità e la sobrietà e in cui gli oggetti di casa assumevano significati e utilizzi che andavano ben oltre la funzione per cui erano stati creati. Una provocazione artistica quella di Lobbia che accende la nostalgia, strappa un sorriso e allo stesso tempo invita a interrogarsi sui cambiamenti del costume e della pedagogia domestica.
Ancora una volta Lobbia riesce a trasformare un frammento del quotidiano in provocazione culturale, facendo emergere la memoria collettiva e costringendo chi passa davanti alla sua vetrina a fermarsi, riflettere, raccontare. Un’arte che nasce dalla strada e dalla vita vissuta, capace di riportare al centro il legame tra oggetto e identità.

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