Grotta di Fiara, i Recuperanti di Montagne tornano per completare la bonifica

Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio - bonifica rifiuti Grotta Fiara
© foto: Giacomo Ghiotto

Dopo il primo grande intervento del 2024, i Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio tornano in azione per concludere la pulizia della Grotta di Fiara, cavità carsica situata nel territorio di Gallio ma parte della proprietà di Rotzo e compromessa da decenni di smaltimenti abusivi.

Sabato 6 e domenica 7 settembre, a partire dalle ore 10, i volontari completeranno le operazioni di bonifica avviate lo scorso anno, quando furono rimossi 45 sacchi di rifiuti, tra cui carcasse animali e materiali che avevano compromesso gravemente l’ecosistema ipogeo.

Una ferita ambientale nel cuore dell’altopiano

La Grotta di Fiara, esplorata circa quarant’anni fa dal Gruppo Speleologico Sette Comuni, è diventata negli anni il simbolo dell’emergenza ambientale che affligge molte cavità vicentine. All’interno sono stati rinvenuti resti di una trentina di pecore, un teschio di bovino e uno di cavallo o asino, oltre a diversi rifiuti.

Le analisi effettuate sui campioni d’acqua hanno confermato un forte livello di inquinamento, che mette a rischio la qualità delle risorse idriche sotterranee dell’Altopiano, territorio caratterizzato da oltre 2.500 grotte censite e da un sistema carsico altamente permeabile.

Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio - Grotta di Fiara

Quattro anni di attese burocratiche

Il percorso per arrivare all’intervento non è stato semplice: per quattro anni l’iniziativa è rimasta bloccata da iter burocratici complessi e da rimpalli di competenze tra enti. La svolta è arrivata nel 2024 anche grazie a un’inchiesta televisiva che ha contribuito a sbloccare i permessi, supportata dalla documentazione del Club Alpino Italiano e della Società Speleologica Italiana.

Fondamentale si è rivelata anche la collaborazione delle istituzioni locali: il Comune di Rotzo e i Carabinieri Forestali di Asiago hanno garantito appoggio e coordinamento alle operazioni.

L’impegno dei volontari

Nell’edizione 2024 hanno preso parte alla bonifica 29 volontari provenienti da vari gruppi speleologici del Veneto e non solo. Con l’ausilio di attrezzature specializzate – verricelli, motoseghe, sistemi di sollevamento – sono state dedicate 464 ore di lavoro volontario per riportare in superficie i materiali inquinanti e restituire dignità alla grotta.

Nonostante i risultati, resta ancora da completare la rimozione dei rifiuti, ragione per cui l’appuntamento di settembre si annuncia determinante.

Responsabilità difficili da accertare

L’area, facilmente accessibile ai mezzi meccanici e vicina a una malga gestita negli anni da diversi affittuari, è stata probabilmente sfruttata come discarica abusiva. Un intreccio di responsabilità e confini comunali rende però complesso individuare i colpevoli.

Questa vicenda sottolinea la necessità di maggiori controlli e di un coordinamento più stretto tra enti per prevenire il ripetersi di simili episodi.

Un problema nazionale

Il caso della Grotta di Fiara non è isolato. Come riportato da Scintilena, il noto blog di speleologia italiana, in Italia si contano circa 800 cavità compromesse dall’inquinamento su oltre 50.000 censite. Gli acquiferi carsici, che in molte aree rappresentano la principale fonte d’acqua potabile, sono sempre più esposti al rischio di contaminazione.

Il progetto nazionale “Puliamo il Buio”, promosso dalla Società Speleologica Italiana con Legambiente, ha permesso finora di rimuovere oltre 163 tonnellate di rifiuti da grotte e cavità naturali.

Prospettive e partecipazione

Dal 2015 i Recuperanti di Montagne operano sull’Altopiano dei Sette Comuni per contrastare l’inquinamento delle cavità carsiche. Per il nuovo intervento, l’associazione garantirà ai volontari vitto e materiali collettivi, mentre sarà possibile pernottare in autonomia nei pressi della grotta.

Il coordinatore Claudio Barbato lancia un appello alla comunità: «Chiunque abbia a cuore l’ambiente può contribuire, anche con una sola giornata di lavoro, a ridare vita a un patrimonio naturale compromesso».

La due giorni si concluderà con un momento di convivialità, a testimonianza di come l’impegno collettivo e la sensibilità ambientale possano trasformarsi in azioni concrete di tutela del territorio.


Per ulteriori informazioni e per confermare la partecipazione, è possibile contattare Claudio Barbato al numero 3275762515.

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