Corre con la leggerezza di chi sa trasformare la fatica in bellezza. Nadia Battocletti a Tokyo ha scritto un’altra pagina della storia dell’atletica italiana, conquistando il bronzo nei 5.000 metri ai Mondiali di Tokyo dopo l’argento nei 10.000 di pochi giorni fa. Una doppietta che la consacra definitivamente tra le grandi del mezzofondo e che regala all’Italia un nuovo capitolo di gloria in una rassegna già da record per il numero di medaglie conquistate.
La gara particolarmente tattica, è partita con ritmi controllati, il gruppo di testa compatto e guardingo. Battocletti si è mantenuta sempre nelle prime posizioni, segno di lucidità tattica e sicurezza dei propri mezzi. Quando il passo si è fatto incalzante, nell’ultima tornata di pista, ha saputo rispondere con prontezza, mettendosi in scia delle avversarie più temute e difendendo con tenacia il podio con la sua solita irresistibile progressione finale.
A tagliare per prime il traguardo sono state le due keniane Beatrice Chebet, campionessa olimpica e vincitrice dei 10.000 e Faith Kipyegon, regina dei 1500. Alle loro spalle, Battocletti ha resistito al ritorno dell’etiope Tsegay e ha chiuso in 14’55”42, il tempo che le è valso la seconda medaglia mondiale della carriera.
Il bronzo riporta un’azzurra sul podio iridato dei 5.000 metri a ventotto anni dall’impresa di Roberta Brunet ad Atene 1997 e conferma l’incredibile percorso di crescita della venticinquenne, ormai stabilmente al livello delle più forti interpreti della specialità. “Non ci credo ancora, per me è un sogno – ha detto emozionata ai microfoni RAI dopo la gara – ho provato a non mollare, a restare lì. Nell’ultimo giro bisogna mettere fuoco e io c’ho provato. Sono felice e ringrazio la mia famiglia, la Federazione, il Gruppo sportivo e il mio fidanzato Gianluca”.

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