Da un secolo con le suore a un nuovo inizio: la “Gesù Bambino” di Enego guarda avanti

La Scuola dell’Infanzia “Gesù Bambino” continuerà a restare aperta: Comune e Parrocchia firmano l’accordo. Dopo un secolo di presenza, le suore lasciano e in paese si apre il dibattito.

L’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 porta con sé una novità significativa per la comunità di Enego: è stata infatti approvata una convenzione tra il Comune, guidato dal sindaco Marco Frison, e la Parrocchia di Enego, rappresentata dal parroco don Roberto Balzan, per la gestione della Scuola dell’Infanzia paritaria “Gesù Bambino”.

L’accordo, valido fino al 31 agosto 2026, nasce con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio educativo fino alla conclusione dell’iter per la statalizzazione della scuola. Il Comune riconoscerà alla Parrocchia un contributo straordinario di 32.000 euro per l’anno scolastico in corso, a sostegno delle spese di gestione, mentre continuerà a farsi carico delle manutenzioni straordinarie e ordinarie e delle utenze dell’edificio di via Chiesa, sede storica della scuola. La scuola resta quindi pienamente operativa, con una ventina di bambini iscritti. Un numero più basso rispetto al passato, conseguenza del calo demografico e dello spopolamento che interessano le zone montane, ma che dimostra come il servizio resti vitale e indispensabile per la comunità. L’asilo dispone di spazi ampi e sicuri: un edificio luminoso, un piazzale recintato, un’area verde attrezzata con giochi e spazi dedicati alle attività motorie dei più piccoli.

La convenzione arriva in un momento di grande cambiamento: dopo oltre cento anni di presenza, le suore Dimesse hanno lasciato definitivamente Enego. Le ultime presenti nella scuola sono state Suor Raffaella, suor Ester e suor Almarosa che hanno ricevuto nuovi incarichi e non sono state sostituite, a causa del calo delle vocazioni.

Per decenni, le religiose non sono state soltanto insegnanti: hanno accompagnato generazioni di bambini anche attraverso il catechismo, le attività parrocchiali, momenti di comunità, laboratori creativi e gli immancabili spettacoli di fine anno, che ancora oggi restano nel cuore di tanti genitori e alunni. La loro partenza segna dunque la fine di un’epoca, lasciando un segno affettivo e umano che va ben oltre la semplice dimensione scolastica. Come spesso accade nei momenti di cambiamento, la notizia non ha mancato di suscitare reazioni. In paese si è acceso un dibattito: c’è chi ha espresso rammarico per la perdita di una presenza storica, discreta ma solida, che rappresentava anche un punto di riferimento spirituale e sociale, e chi invece vede nella nuova convenzione un passo necessario per garantire stabilità e offrire un nuovo slancio alla scuola.

Non sono mancate le polemiche: articoli di giornale, discussioni sui social e prese di posizione differenti hanno animato la comunità. Alcuni hanno criticato l’amministrazione per non aver fatto abbastanza per trattenere le suore, mentre altri sottolineano che la scelta non dipendeva dal Comune, ma da dinamiche interne alla congregazione, legate sia alla riorganizzazione sia al calo delle vocazioni, come più volte ribadito dalla parrocchia e dalla superiora. Tra i genitori, c’è chi guarda con ottimismo al cambiamento: “Mi dispiace che siano andate via le suore – afferma una mamma – erano in gamba e la loro presenza era fondamentale, ma ci si apre a un nuovo futuro, con nuove figure che stanno dando continuità a questo importante servizio che il nostro paese offre”.

La convenzione potrà essere rinnovata o modificata, se necessario, in base all’andamento dell’iter di statalizzazione e delle esigenze della comunità. Intanto, famiglie, insegnanti e operatori guardano con fiducia al nuovo anno scolastico, con la consapevolezza che la scuola non è soltanto un luogo educativo, ma anche un presidio sociale e culturale, un punto di incontro e sostegno per tutta la comunità.

La partenza delle suore segna la chiusura di un capitolo lungo e importante, ma l’impegno congiunto di Comune e Parrocchia vuole garantire che quella storia non resti solo memoria, bensì diventi base solida per costruire un nuovo percorso educativo e comunitario, capace di affrontare le sfide del presente senza perdere il legame con la tradizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Siamo presenti anche su TELEGRAM, iscriviti al nostro gruppo per rimanere aggiornato e ricevere contenuti in esclusiva: https://t.me/settecomunionline