Ha scritto alla nostra redazione il signor Federico Pessina, appassionato dell’Altopiano e promotore dell’idea di riportare in funzione il trenino di Asiago. La sua proposta torna a far discutere in un momento in cui il tema della sostenibilità e della gestione dei flussi turistici sull’Altopiano è sempre più attuale. Di seguito, la sua lettera e la nostra risposta.
Egregio Direttore,
sono Federico, appassionato dell’altopiano e in particolare di Asiago. L’anno scorso ho intrapreso l’iniziativa per far rivivere il trenino. Ho coinvolto la politica, le associazioni locali e i giornali, ottenendo un buon interesse.
Ogni anno, e in particolare nel periodo delle vacanze, si ripresenta il problema del fiume di auto che invadono l’altopiano di Asiago. Credo che siano maturi i tempi per rivedere la fattibilità di riportare in funzione la tratta, come una possibilità di lasciare l’automobile in pianura e far riscoprire il bellissimo paesaggio montano.
I paesi confinanti come Svizzera, Francia e Germania hanno mantenuto e valorizzato queste tratte a scopo turistico, con successo. L’anno scorso ho avuto il piacere di parlare con il direttore generale di Fondazione FS Italiane, Luigi Cantamessa, della ferrovia in oggetto. Ha mostrato interesse e mi ha incaricato di organizzare una riunione ad Asiago con la politica e le varie associazioni.
Concludo questa lettera, chiedendo, se favorevole, di costituire un comitato per continuare l’iniziativa, avere un peso maggiore e organizzare una riunione con il direttore generale Cantamessa.
La nostra risposta
Egregio Signor Pessina, la ringraziamo per aver condiviso la sua proposta, che tocca una delle questioni centrali per il futuro dell’Altopiano: la sostenibilità dei flussi turistici e la gestione della mobilità. Il ripristino della tratta ferroviaria storica è un tema che affascina molti, non solo per il suo valore simbolico, ma anche per il potenziale che rappresenta in termini di turismo sostenibile e di riduzione del traffico automobilistico.
Come lei stesso ha ricordato, in altri contesti europei progetti simili hanno avuto successo, dimostrando che è possibile integrare infrastrutture storiche e moderne esigenze di trasporto.
Tuttavia, è altrettanto importante valutare con attenzione la fattibilità di una tale iniziativa. Gli aspetti economici, logistici e ambientali devono essere analizzati in modo approfondito, coinvolgendo tutte le parti interessate, dalle amministrazioni locali alle associazioni di categoria, fino ai cittadini stessi.
L’interesse dimostrato da Fondazione FS Italiane e dal suo direttore generale Luigi Cantamessa è un segnale positivo. La possibilità di organizzare una riunione ad Asiago rappresenta un’opportunità importante per discutere concretamente la proposta e comprenderne i possibili sviluppi.
Pur riconoscendo il valore dell’idea, riteniamo che sia necessario procedere con prudenza. Un progetto di questa portata richiede non solo entusiasmo, ma anche un’attenta pianificazione e una visione condivisa. Il suggerimento di costituire un comitato appare, in tal senso, una strada percorribile per conferire maggior peso e struttura all’iniziativa.
Ci auguriamo che il dibattito pubblico su questi temi possa contribuire a individuare soluzioni innovative per il futuro dell’Altopiano, combinando tradizione, sostenibilità e innovazione.
Restiamo disponibili a seguire l’evoluzione del progetto e a dare spazio, quando necessario, alle sue fasi di sviluppo.
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