“Rifugi sani e sicuri”, l’Altopiano centra il bersaglio: tutti i rifugi aderenti ottengono la certificazione

Rifugi sani e sicuri

Sull’Altopiano di Asiago la montagna si conferma alleata della salute. Nell’ambito del progetto regionale “Rifugi sani e sicuri”, promosso dalla Regione del Veneto e seguito dall’ULSS 7 Pedemontana, tutte le strutture dell’Altopiano che hanno aderito sono state promosse. La cerimonia di consegna si è tenuta al rifugio Val Formica, alla presenza della direzione sanitaria, dei rappresentanti istituzionali e dell’Agrav.

Dopo i primi tre rifugi che avevano conseguito già in primavera il titolo – Valmaron e Marcesina a Enego, Campolongo a Rotzo) -, ottenere la qualifica sono stati i rifugi Granezza, Larici e Val Formica nel territorio di Asiago; Campomuletto e Malga Campomulo a Gallio; Verena e Verenetta a Roana. Per l’Altopiano si tratta di un risultato corale che valorizza l’ospitalità d’alta quota con standard condivisi di prevenzione e sicurezza.

«Non era affatto scontato che tutte le strutture aderenti ottenessero la qualifica in pochi mesi», ha sottolineato il direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza, ringraziando gestori e Dipartimento di Prevenzione per il lavoro congiunto di informazione, assistenza e verifica. L’esito rafforza, ha aggiunto, «il legame tra turismo montano, salute e sicurezza» in un’area che vive di accoglienza e attività outdoor.

La certificazione attesta l’adozione di dotazioni e buone pratiche: presenza di defibrillatore semiautomatico, personale formato alle manovre di primo soccorso, disponibilità di misuratore di pressione arteriosa, attenzione alle esigenze alimentari con piatti senza glutine, oltre alla vendita di creme solari ad alto fattore protettivo e copricapo per proteggersi dal sole in quota. Un pacchetto di requisiti che rende i rifugi dell’Altopiano non solo mete suggestive, ma anche presìdi di benessere per escursionisti, famiglie e sportivi.

Il bollino “Rifugio sano e sicuro” diventa così un segnale immediato per chi sceglie la montagna dei Sette Comuni: paesaggi splendidi, sì, ma con un’attenzione concreta alla salute del visitatore.

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