Roberto Rigoni Stern scende ufficialmente in campo per le elezioni regionali del Veneto programmate per novembre. La linea programmatica che accompagna l’annuncio è chiara e nasce dal territorio: difesa della sanità di prossimità, presidio dei servizi socio-sanitari nelle aree interne, rappresentanza politica stabile dell’Altopiano in Regione.
Ad accompagnarlo nella conferenza stampa di presentazione di questa mattina, il coordinatore provinciale di Forza Italia, partito con il quale Rigoni Stern correrà per andare a Palazzo Ferro Fini. «È stato un corteggiamento durato diverso tempo, ma finalmente ci siamo. Questa è un’occasione unica per portare un rappresentante dell’Altopiano in consiglio regionale e ti auguro di riuscire a farlo, perché non esiste un’altra lista con un candidato così forte», l’apertura di Pierantonio Zanettin.
«Non è stato facile tornare sotto una bandiera di partito, perché in questi anni ho lavorato molto per l’unione, territoriale e amministrativa. Il mio impegno nasce anche dalla rinnovata fiducia in questo partito, che ha anche saputo fungere da stimolo e anche da critica, sempre posizionandosi al centro. Provenendo io dalla Democrazia Cristiana, devo essere coerente con le mie origini, ecco perché questa scelta di campo – spiega Rigoni Stern -. Il motivo dominante della mia candidatura è la sanità: dobbiamo combattere per garantire il mantenimento di una sanità di eccellenza e il ripristino di molti servizi che sono stati gradatamente sottratti al territorio». Nel ragionamento c’è anche un passaggio di riconoscenza istituzionale: «Va dato atto che il mantenimento del punto nascite è stata una promessa mantenuta dal presidente Zaia, che ringrazio, così come ringrazio l’assessore Lanzarin per l’impegno profuso per la sanità altopianese e regionale in generale. Tuttavia ci sono ancora molte sfaccettature sulle quali il prossimo consiglio regionale dovrà concentrarsi».
Il cuore dell’impegno, dunque, è assicurare una presenza competente e continua ai tavoli regionali «per avere un controllo, una vigilanza, un ruolo attivo nelle implementazioni dei servizi sanitari», con uno sguardo specifico alle comunità che vivono «in un territorio emarginato di montagna quale il nostro». Di qui la scelta di presentarsi come rappresentante altopianese in Consiglio: una candidatura funzionale a blindare i presìdi di salute e a mantenere aperto il canale decisionale tra ULSS, Comuni e Regione.
Accanto alla sanità, Rigoni Stern individua una seconda motivazione: «portare all’interno dei palazzi regionali una voce che proviene dalla nostra montagna, troppo spesso percepita di serie B rispetto a quella del Bellunese». Una fotografia che oggi, sottolinea, non corrisponde più alla realtà. «Siamo in forte crescita come Altopiano grazie all’impegno degli amministratori che hanno riposizionato il territorio tra le migliori località turistiche d’Italia: investimenti sull’impiantistica di risalita, riqualificazione delle strutture esistenti, interventi dei privati in sinergia con l’amministrazione hanno permesso di superare la gravissima crisi che abbiamo avuto fino al 2013». Dentro questo trend positivo, la sua eventuale elezione «non può che determinare un valore aggiunto straordinario nelle politiche per la montagna che la nuova amministrazione regionale dovrà perseguire», anche sul piano dell’interlocuzione con nuovo presidente e nuova giunta, destinati a ridisegnare l’assetto politico di Palazzo Balbi.
Ma anche la ruralità va preservata, con il tema della tutela dei presidi montani che deve essere al centro anche dell’attenzione di chi vive in pianura. In questo senso resta da incentivare il commercio stanziale, che spesso ha rischiato di essere minacciato dalle grandi catene di distribuzione.
«Le grandi sfide sono legate alle opere pubbliche riteniamo debbano essere mettere a terra anche sul nostro Altopiano e nel territorio provinciale e che non possono essere sempre messe in dubbio dalle Olimpiadi, anche a causa delle false promesse del presidente Zaia, il quale ha poi portato le competizioni a Trento e milioni di contributi a San Vendemiano per lo stadio del ghiaccio. Al contrario noi, grazie alla sinergia tra sindaci, abbiamo lavorato sempre per valorizzare il territorio», prosegue Rigoni Stern. «Sarebbe stato molto più semplice per me continuare a fare il sindaco, che è il più grande riconoscimento per un cittadino. Ma lo faccio perché crediamo che sia arrivata l’ora adesso e prima di tutto devono rendersi conto di questo i cittadini dell’altopiano, che non devono guardare al simbolo del partito, perché in questi anni ho sempre lavorato nel rispetto delle persone e delle loro esigenze. Il mio interesse è lavorare su sanità turismo, agricoltura, legge sul commercio, opere strategiche per il riposizionamento della provincia di Vicenza dentro la Reegione Veneto. Quindi lavorerò non solo per i cittadini di Asiago, ma di tutto l’altopiano, della montagna vicentina e della provincia intera».
L’impegno sul territorio: garanzia di continuità
Alle voci che lo vorrebbero proiettato a Venezia e distante dalla città, Rigoni Stern replica: «Qualora dovessi essere eletto, aiuterò ancora di più i miei cittadini dalla Regione, restando sempre dalla parte del territorio». E annuncia una scelta che punta a garantire continuità amministrativa: «In ogni caso mi candiderò come consigliere comunale perché non lascerò il campo libero alle forze alternative che stanno alzando la testa. Poi i cittadini di Asiago saranno liberi di decidere».
Il messaggio è quello della continuità amministrativa: «L’amministrazione comunale uscente, se le mie chance saranno positive, continuerà, perché nel 2026 presenteremo una lista che è già pronta, con un nuovo candidato sindaco assolutamente autorevole e capace di proseguire nell’azione amministrativa, garantendo la continuità di cui la città di Asiago e tutto l’Altopiano hanno bisogno». Alla domanda se il futuro candidato sindaco faccia già parte del gruppo, la risposta è secca: «Sì, è già dentro».
«Nell’ultimo decennio — rivendica il sindaco — la città ha conosciuto stabilità amministrativa, unità e dialogo, elementi che hanno consentito di superare conflittualità e ottenere risultati straordinari». La candidatura regionale vuole essere il prolungamento di questo metodo a un livello superiore: portare in Regione la concretezza dei sindaci, ancorando priorità e scelte a fabbisogni verificabili — sanità territoriale, servizi, impianti e filiere che tengono insieme vocazione turistica e qualità della vita dei residenti.
È una discesa in campo che nasce da una convinzione semplice: la montagna veneta non chiede corsie preferenziali, ma pari dignità, strumenti adeguati e una rappresentanza che conosca i dossier e sappia trasformarli in atti. «Avere la presenza all’interno della Regione di un rappresentante altopianese — sintetizza Rigoni Stern — serve a garantire la piena salvaguardia dei servizi a favore della nostra popolazione».
Ad appoggiarlo appieno in questa corsa, il sindaco di Rotzo Lucio Spagnolo, che nonostante la diversa appartenenza politica ha dichiarato di essersi speso con i sindaci del vicentino per proporre la figura di Rigoni Stern in questo senso: «Roberto ha un carattere che definisco brutto, ma è un animale politico e spero che possa rappresentarci in Regione, dove sono certo che non farà lo “yes man”».
La sfida, ora, si sposta alle urne di novembre. Con un asse programmatico netto e un filo diretto promesso tra Venezia e l’Altopiano.
Il video della conferenza stampa
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