L’UDC ha reso noti i propri candidati al Consiglio regionale del Veneto, presentando liste articolate in tutte le circoscrizioni provinciali. Amministratori comunali, professionisti, rappresentanti del mondo del lavoro compongono lo schieramento che affiancherà la corsa alla presidenza di Stefani.
Tra i nomi in campo a Vicenza figura anche Emanuele Munari, ex sindaco di Gallio. Dopo settimane di trattative e tentativi, Munari ha trovato spazio nella lista centrista. In un primo momento vicino a Fratelli d’Italia (in cui è stato nominato Presidente del circolo dell’altopiano), aveva poi guardato con interesse alla Lega, in particolare all’area vicina a Vannacci. Ma la concorrenza interna e la presenza di candidati di peso hanno reso impraticabile quella strada. L’approdo all’UDC rappresenta dunque la svolta definitiva per un candidato che curiosamente approda in un partito sulla carta moderato. Viene da chiedersi a questo punto se con questa candidatura l’ex sindaco di Gallio sia di fatto fuori dal partito di Meloni o sia andato semplicemente in “prestito” in un lista dove obiettivamente la concorrenza interna per trovare un posto era decisamente meno feroce.
La candidatura di Munari porta a quattro il numero dei candidati altopianesi alle regionali, un paradosso se si considera il bacino di voti ridotto dell’Altopiano dei Sette Comuni. Un dato che stride con il recente passato: nella scorsa tornata, l’unico a tentare la sfida fu Giorgio Tagliaro, mentre non sono mancati gli appelli tra cui il nostro, a convergere su un candidato unitario.
Gli appelli all’unità, a quanto pare, non sono serviti e l’Altopiano si ritrova oggi con una presenza che non ha precedenti a memoria recente, ma anche con il concreto rischio di una frammentazione capace, ancora una volta, di negare a un territorio dalla forte identità storica la possibilità di conquistare finalmente un seggio a Palazzo Ferro Fini.
Munari e la militanza in FDI


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