Tapum, il nuovo capolavoro di Leo Ortolani ambientato tra le trincee dell’Ortigara

Con Tapum, uscito il 28 ottobre per Feltrinelli e presentato in anteprima al Lucca Comics & Games in corso in questi giorni, Leo Ortolani firma la sua opera più ambiziosa e profondamente umana. L’autore di Rat-Man unisce umorismo e dramma per raccontare la Grande Guerra attraverso uno dei suoi momenti più tragici: la Battaglia dell’Ortigara, combattuta sull’Altopiano dei Sette Comuni nel 1917.

Il titolo richiama la celebre canzone degli alpini, nata, secondo la tradizione, proprio durante quei giorni di inferno: “Ta” è il colpo che arriva, “pum” l’eco della detonazione che segue, come un destino già scritto. Ortolani ne fa la chiave di una graphic novel intensa e poetica, dove memoria, ironia e tragedia si fondono in un racconto di grande forza emotiva.

Protagonisti della storia sono due soldati con i volti di Leo Ortolani e Andrea Pennacchi: il tenente Mariani e il capitano Dolon. Attraverso il loro sguardo prende forma la vicenda del Battaglione Fusar, un reparto inventato ma verosimile, che incarna il destino di migliaia di giovani mandati al massacro sul fronte. Ortolani spiega di aver scelto di non utilizzare il nome di un battaglione reale “per rispetto verso chi ha perso la vita in una guerra assurda”.

Tapum è il frutto di un lungo e approfondito lavoro di ricerca, durante il quale l’autore ha studiato diari, lettere, saggi e romanzi come Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu. Tra i riferimenti dichiarati, anche La Grande Guerra di Mario Monicelli, cui il libro si ricollega nello spirito e nel tono: una commedia drammatica, dove l’ironia non cancella la tragedia ma la rende più umana.

La scelta di non utilizzare personaggi realmente esistiti nasce anche dal desiderio di mantenere un rispetto assoluto per la memoria storica, evitando di trasformare il dolore in caricatura. Eppure, anche nell’orrore della trincea, In Tapum traspare una profonda umanità. Ortolani ha voluto raccontare sì la guerra, ma anche la forza di restare uomini.

Ma l’opera è anche una riflessione sul potere e sull’obbedienza cieca, incarnata nella figura del generale Cadorna, simbolo di un’autorità che sacrificava la vita dei soldati in nome del proprio potere. Ortolani racconta fucilazioni sommarie, decimazioni, ordini assurdi, mostrando la follia di una guerra combattuta contro il buon senso e contro l’uomo.

Dal punto di vista tecnico, Tapum rappresenta per Ortolani un esperimento visivo ed emotivo. Realizzato con china acquerellata, il libro è nato in cinque mesi di immersione totale. Ogni tavola nasce dall’imprevedibilità dell’acqua, che crea sfumature e segni non sempre controllabili, come la guerra stessa.

Alla base del progetto ha confessato l’autore in una recente intervista a Repubblica, c’è la volontà di non dimenticare. “Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, volti. E scrivere venticinquemila settecentocinquantadue in lettere, invece che in cifre, serve proprio a restituire loro un nome”

Un lavoro che conferma come il fumetto possa farsi letteratura civile, capace di restituire la voce a chi l’ha perduta per sempre tra le rocce dell’Ortigara. In quelle due sillabe ta-pum rimbomba ancora l’eco di un secolo e il suono della Storia che non smette di insegnare.


Tapum: 240 pagine, 28 Euro – pubblicato da Feltrinelli Comics

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