Leo Ortolani nasce a Pisa il 14 gennaio 1967, ma è a Parma che cresce e costruisce la sua vita. Dopo la laurea in Geologia all’Università di Parma, sceglie una strada molto diversa: quella del fumetto. Sin da bambino ha una passione viscerale per le storie disegnate e per i supereroi, che presto diventeranno il linguaggio attraverso cui raccontare il mondo con ironia e profondità.
Nel 1989 presenta alla casa editrice Comic Art una sua storia, e da quella scintilla nasce Rat-Man, il personaggio che lo renderà uno dei fumettisti più amati d’Italia. Un supereroe fallibile, buffo, ma capace di emozionare, attraverso cui Ortolani riesce a coniugare satira e poesia, leggerezza e riflessione. La serie regolare Rat-Man Collection, pubblicata da Panini Comics a partire dal 1997, diventa un cult assoluto, e accompagna i lettori per vent’anni fino alla conclusione nel 2017.
Da lì, Ortolani non si ferma mai. Il suo talento esplora nuove direzioni: arrivano le grandi parodie (Star Rats, Il Signore dei Ratti, 299+1, Avarat) ma anche opere più mature e personali. Con C’è spazio per tutti (2017) inaugura una collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, raccontando l’avventura umana e scientifica della conquista dello spazio. Seguono Luna 2069 (2019) e Blu tramonto (2022), che uniscono fantascienza e riflessione esistenziale.
Nel frattempo pubblica volumi come Bedelia e Gli Infallibili, dimostrando la sua capacità di rinnovarsi e di passare da un registro comico a uno drammatico senza mai perdere autenticità. Nei suoi lavori più recenti emergono anche temi legati al tempo, alla memoria e alla fragilità, affrontati con quello sguardo ironico e disincantato che da sempre lo contraddistingue.
Nel 2025 Ortolani torna alla grande editoria con “Tapum”, pubblicato da Feltrinelli. Un’opera ambiziosa, presentata in anteprima al Lucca Comics & Games e ambientata durante la Battaglia dell’Ortigara del 1917. È una graphic novel che unisce humour e tragedia, memoria e invenzione, per raccontare la Grande Guerra attraverso gli occhi di uomini comuni, con una sensibilità capace di far convivere l’assurdo e l’umano. Il titolo, ispirato alla celebre canzone degli alpini, richiama il suono secco dei colpi d’artiglieria — ta il colpo, pum l’eco — e diventa una metafora del destino e della follia della guerra.
Con Tapum, Ortolani raggiunge una nuova maturità narrativa: conserva il suo inconfondibile umorismo ma lo piega al servizio di una riflessione più ampia sulla memoria, sul sacrificio e sul significato stesso del raccontare. È un autore che non smette di sperimentare, di cercare nuove forme e nuovi temi, capace di passare dai supereroi al racconto storico senza perdere mai il proprio tratto distintivo.
Oggi Leo Ortolani vive a Parma con la moglie Caterina e le due figlie adottive, Johanna e Lucy Maria. È considerato uno dei più importanti autori italiani di fumetto, capace di far ridere, commuovere e pensare con la stessa matita. E con Tapum, la sua opera più intensa e umana, conferma ancora una volta di essere un narratore unico: un autore che sa trasformare il fumetto in una lingua universale, dove il sorriso e la memoria camminano fianco a fianco.
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