A seguito dell’articolo da noi pubblicato sulle dichiarazioni di Diego Dalla Palma, che nell’intervista al Corriere della Sera aveva raccontato di aver “programmato la propria morte”, condividiamo la lettera della Dott.ssa Maria Luisa Scarpa.
Un testo intenso e personale, che restituisce centralità alla vita come esperienza piena e consapevole, arricchendo il dibattito e invitando alla riflessione.
La lettera
Il 2 marzo compirò ottant’anni. Ottanta primavere: lo scrivo così, con la parola che profuma di rinascita, perché è questo che sento. Non provo alcuna distanza con l’energia che mi abitava nel periodo più rigoglioso della mia vita. Nemmeno la malattia – un cancro affrontato e superato – è riuscita a incrinare la spinta che mi tiene in movimento: quella di continuare a progettare e a realizzare, almeno in parte, ciò che sogno.
La differenza, forse, è tutta qui: non ho mai smesso.
Non ho mai smesso di pensare al futuro, anche quando il futuro sembrava restringersi.
L’età, dopotutto, è una finzione matematica. Serve a definire categorie, incasellare statistiche, risolvere teoremi. È utile nei calcoli e nelle tabelle. Ma l’esistenza non è un’equazione: è un’esperienza. E nell’esperienza, l’età è spesso un peso inventato dagli altri.
Non desidero essere un peso per nessuno.
Non voglio dipendere né dal verdetto impersonale di una legge, né da uno sguardo sociale che, superata una certa soglia di anni, comincia a trattarti come un fragile mobilio da spolverare con cura.
Questo non significa chiudere gli occhi sulla realtà. Significa abitarla con dignità.
E, soprattutto, non rinunciare alla possibilità di immaginare.
Sì, continuo a progettare. Persino a lunga scadenza.
Perché quando la Signora – quella che tutti conosciamo, quella che nessuno chiama volentieri per nome – un giorno busserà alla mia porta, io voglio poterla guardare negli occhi e dire: “Io, fino all’ultimo, ero impegnato a vivere.”
Non c’è retorica in queste parole. C’è la limpida consapevolezza di chi non ha intenzione di lasciarsi definire solo da ciò che è già accaduto.
Se Diego Dalla Palma avrà voglia, lo dico senza pretese, sarebbe un piacere scambiare due chiacchiere con lui. Per parlare di vita, di stile, di coraggio.
Perché la bellezza – quella vera – non è un fatto estetico, è un atto quotidiano di presenza.
E io sono ancora qui.
A presenza piena.
A vita inter
– Dott.ssa Maria Luisa Scarpa
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