Un Asiago corsaro porta a casa 3 punti d’oro da Sisak. Rigoni in versione saracinesca

Foto: Serena Fantini

L’Asiago riparte dai Balcani con un successo che pesa come piombo nella corsa stagionale. Nella trasferta croata di Sisak, i giallorossi si presentano con l’assetto più rodato a disposizione, con l’unica assenza di Michele Stevan, fermato da un infortunio. A difendere i pali tocca a Rudy Rigoni, scelto da Coach Jason Parco per blindare la gabbia stellata.

L’avvio è una prova di resistenza: il Sisak accende il motore e passa lunghi tratti del primo periodo nel terzo difensivo dell’Asiago, collezionando iniziative pericolose. Ma Rigoni risponde presente fin dal primo disco caduto sul ghiaccio, leggendo linee di tiro, chiudendo gli angoli e respingendo le offensive con un’esecuzione pulita, priva di esitazioni.

L’Asiago sceglie un’altra via per ferire: meno possesso, più transizioni rapide. Le ripartenze bruciano il ghiaccio croato – un esempio su tutti, attorno a metà frazione, quando una triangolazione tra Jason Parco e Miglioranzi manda quest’ultimo a un soffio dal gol, con Rosandic salvato dal palo. A creare maggior scompiglio, però, è Nick Porco, che con accelerazioni improvvise spacca la retroguardia avversaria, aprendo corridoi e obbligando il Sisak a rincorse improvvisate.

Il strappo arriva al minuto 13: un recupero sulla blu di Calisti diventa l’innesco per Ryan Valentini, lasciato libero sul lato debole. L’attaccante prende il tempo e deposita il disco oltre la spalla di Rosandic, firmando lo 0:1 che chiude il primo periodo. Prima della pausa, ancora Rigoni si erge a muro sull’ultima fiammata croata, spegnendo il possibile pareggio.

La seconda frazione procede sullo stesso spartito: il Sisak schiaccia, l’Asiago colpisce di rimessa. Una manovra orchestrata dalla linea giovane, con Andrea Rigoni e Miglioranzi, sfiora il raddoppio al minuto 25. Il portiere Rigoni è di nuovo protagonista alla mezz’ora, con tre interventi consecutivi che tengono a distanza il Sisak anche durante una penalità presa da Gios per un fallo dietro porta.

Il raddoppio arriva al minuto 34, proprio in power-play: questa volta è Porco a finalizzare un assist orizzontale di Calisti. Il numero 21 si infila verso il palo corto e sorprende Rosandic, siglando lo 0:2 che manda l’Asiago negli spogliatoi con una doppia dote di vantaggio e l’inerzia emotiva a proprio favore.

L’ultimo periodo è una partita dentro la partita: contatti più intensi, nervi sollecitati, ritmo che si accende. L’Asiago perde lucidità a tratti, regalando al Sisak una doppia superiorità per un colpo di bastone di Magnabosco e un extra-penalty per comportamento antisportivo di Filippo Rigoni (89). Il Sisak dimezza il divario con Panasenko ma la rete dell’1:2 rimane l’unica macchia della serata del portiere asiaghese.

Da lì, Rigoni prende le misure della porta, dei momenti e degli avversari. Spinge il corpo in butterfly sulle incursioni più minacciose, mantiene il controllo sugli schermi e non concede rimbalzi comodi. Il Sisak aumenta il volume di tiro, ma il disco si stampa ogni volta sul guanto, sui gambali o sul torace del numero uno stellato. A guidare l’azione difensiva negli ultimi minuti è capitan Parco, costretto agli straordinari con la squadra spesso nella propria zona.

Al 60’, la sirena consegna all’Asiago una vittoria 2-1 costruita con gestione, pazienza e un piano tattico che ha premiato il collettivo. Il nome sul tabellino dell’MVP giallorosso è Ryan Valentini, ma il vero barometro della serata è Rudy Rigoni: 38 parate su 39 tiri, 97,4% di rendimento e un repertorio di interventi che ha riscritto gli snodi più delicati del match.

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