Atmosfera delle grandi occasioni all’Odegar, dove la Migross Asiago torna davanti al proprio pubblico dopo il successo di Sisak. In un palazzetto gremito i giallorossi cercano l’aggancio in classifica al Kitzbühel, arrivato sull’Altopiano di Asiago con un punto di vantaggio e due partite in meno nel quadro della Alps Hockey League.
Coach Parco conferma il blocco sceso in pista in Croazia, con Stefano Bortoli back-up al posto di Santangelo, mentre gli austriaci si presentano con un impianto di gioco solido e grande cinismo sotto porta.
Fin dal primo ingaggio l’Asiago prova a dettare legge sul piano del possesso del disco, costringendo il Kitzbühel a lunghi tratti di difesa nel proprio terzo. La prima grande occasione nasce da una giocata di classe di Parco, che pesca alle sue spalle Andrea Rigoni con un passaggio no-look: il numero 28 conclude a botta sicura trovando però l’attenta risposta di Gratzer. Poco dopo è Ferretti a testare ancora i riflessi del portiere ospite.
La pressione giallorossa viene premiata al 7’13”: Alessandro Parco recupera un disco con un pressing feroce nell’angolo offensivo, serve Miglioranzi, che da dietro porta appoggia per Andrea Rigoni. Il tocco sotto misura del centro asiaghese sorprende Gratzer sul proprio palo e vale l’1-0 per la scatenata terza linea stellata.
Il vantaggio però dura poco. Al 9’48” una perdita di disco della prima linea giallorossa in zona offensiva spalanca l’autostrada al contropiede di Loshing, che salta Rudy Rigoni e firma l’1-1 alla prima vera occasione dei tirolesi. Il colpo si fa sentire e, al 15’20”, arriva anche il sorpasso ospite: Bretschneider parte dalla propria zona difensiva, si fa tutto il ghiaccio saltando in serie i giocatori dell’Asiago e realizza il 1-2 dopo aver eluso anche l’intervento del portiere di casa. Nel finale di frazione è ancora Gratzer a salire in cattedra con un intervento prodigioso su un’azione personale di Marco Magnabosco, consentendo al Kitzbühel di andare al primo riposo in vantaggio.
Il secondo tempo si apre con un Kitzbühel più sicuro e intraprendente. Gli ospiti alzano il baricentro e costringono l’Asiago a difendersi, con Loshing ed Engelhart che impegnano seriamente Rudy Rigoni. La scossa per i padroni di casa arriva da Magnabosco, che costruisce una bella trama per Garau, senza però trovare la deviazione vincente.
Da metà gara in poi diventa un vero e proprio duello tra Valentini e Gratzer. Il numero 9 stellato si accentra e calcia forte verso l’incrocio, ma il portiere austriaco respinge sulla linea con un intervento da highlights. Il copione si ripete pochi minuti dopo, quando Gratzer dice ancora di no a Valentini e poi compie due parate consecutive anche su Chiodo e sullo stesso attaccante stellato.
Al 36’ arriva il primo power play del match: Krainz finisce in panca puniti, ma il power play dell’Asiago non riesce a trovare il bersaglio. L’occasione più nitida capita comunque ai giallorossi, con Filippo Rigoni (19) che sfiora il tocco sotto porta. Nel finale di periodo un fallo di Calisti in zona offensiva costringe la Migross a chiudere la frazione in inferiorità numerica. La seconda sirena arriva con il punteggio ancora fissato sul 1-2 per gli ospiti.
Nel terzo drittel la Migross rientra sul ghiaccio con l’obiettivo dichiarato di raddrizzare la serata. Le combinazioni Valentini–Chiodo e un’iniziativa di Garau, servito ancora da Filippo Rigoni, vengono però neutralizzate da un Gratzer in stato di grazia. Al 44’19” un nuovo errore in fase d’attacco costa caro ai giallorossi: il finlandese Ketonen viene lanciato in contropiede, Rudy Rigoni salva la prima conclusione, ma nell’azione Gios commette fallo e finisce in panca puniti.
Il power play austriaco dura appena cinque secondi: ingaggio vinto, disco che arriva a Bretschneider e conclusione precisa per l’1-3, che sembra indirizzare definitivamente la sfida. L’Asiago traballa e al 47’40” è ancora Calisti a ricevere una penalità, ma questa volta il box play giallorosso regge l’urto e mantiene il punteggio invariato.
Scampato il pericolo, la Migross torna a macinare gioco. Valentini si vede negare ancora la gioia del gol da un intervento spettacolare di Gratzer, subito imitato poco dopo su un tiro di Alessandro Parco. La pressione si fa però sempre più asfissiante e al 54’12” arriva il meritato 2-3: Chiodo trova il corridoio giusto per Valentini, che questa volta non perdona e riapre la partita.
Il finale è incandescente. In una mischia furibonda davanti alla gabbia del Kitzbühel, Gratzer sposta volontariamente la porta per evitare la conclusione di Chiodo, episodio che genera proteste vibranti da parte dei giallorossi e qualche incertezza arbitrale, senza però sanzioni per il portiere ospite. L’Asiago non si scoraggia e al 57’10”, al termine dell’ennesimo assalto, è capitan Gios a trovare il varco giusto per il 3-3 che fa esplodere l’Odegar e rimanda il verdetto all’overtime.
Nel tempo supplementare entrambe le squadre hanno l’occasione per chiudere la contesa, ma Rudy Rigoni da una parte e Gratzer dall’altra mantengono inviolata la propria gabbia, spedendo la sfida alla lotteria dei rigori.
Ai tiri dal dischetto per l’Asiago vanno Porco, Chiodo e Valentini: i primi due non trovano il gol, mentre il numero 9 realizza il proprio tentativo. Per il Kitzbühel segna Crnkic, mentre Ketonen e Loshing non inquadrano il bersaglio. Si procede quindi ad oltranza, dove è ancora Crnkic a superare Rudy Rigoni, mentre questa volta Valentini si lascia ipnotizzare da Gratzer. La vittoria vola così in Tirolo, con il Kitzbühel capace di sfruttare al massimo le disattenzioni difensive giallorosse e il proprio straordinario portiere.
Al termine di una gara dai ritmi altissimi l’Asiago porta a casa un solo punto, frutto di una rimonta generosa ma vanificata dalla sconfitta ai rigori. I riconoscimenti individuali premiano comunque le prestazioni dei singoli: MVP per l’Asiago è Andrea Rigoni, autore del gol che ha sbloccato il match, mentre per il Kitzbühel il titolo di MVP va a Bretschneider, decisivo sia in parità numerica sia in power play.
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