I Vigili del Fuoco di Asiago festeggiano Santa Barbara e il capodistaccamento Lindo Panozzo che raggiunge la pensione

Come ogni anno, anche ieri il distaccamento di Asiago dei Vigili del Fuoco ha festeggiato la propria patrona, Santa Barbara. Con il consueto posizionamento dei mezzi sul sagrato del duomo, durante la messa il parroco don Antonio si è rivolto direttamente ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine presenti, che operano seguendo una vocazione, auspicando un futuro migliore per il mondo intero, meno segnato da disgrazie, conflitti e ingiustizie. In questo senso il collegamento con Santa Barbara, che ha sacrificato la sua stessa vita in nome del cattolicesimo.

Terminato il raccoglimento in chiesa, al suono delle sirene dei mezzi ha avuto inizio il tradizionale aperitivo offerto dal distaccamento di Asiago: un momento conviviale che anno dopo anno si rinnova, confermando la vicinanza del corpo alla comunità.

Quest’anno Santa Barbara ha rappresentato anche la fine di un ciclo per il capo distaccamento Lindo Panozzo, che proprio domenica scorsa ha svolto il suo ultimo turno in servizio prima della pensione.

Lindo Panozzo: una vita da Vigile del Fuoco e ora la pensione

Per 34 anni ha prestato servizio nella caserma di via Cinque con passione e dedizione, senza mai spogliarsi del suo sorriso contagioso che ha portato allegria nelle giornate del Turno B. Lindo Panozzo, classe 1963, originario di Tresché Conca, è entrato nel corpo dei Vigili del Fuoco nell’aprile del 1992 come autista mezzi ma, certificandosi con tutti i corsi obbligatori e facoltativi, ha fatto carriera negli anni diventando caposquadra, caporeparto e poi, dal 2021, capodistaccamento di Asiago.

Eppure ancora oggi si metteva alla guida se ce n’era bisogno. Una vita dentro quella caserma che pian piano è diventata casa. A 62 anni, è il più anziano pompiere operativo d’Italia ancora in servizio, con i colleghi che si sono trasformati in famiglia, condividendo i momenti di gioia e anche gli interventi difficili, quelli che lasciano un segno nell’anima più che sul corpo.

L’attaccamento al lavoro – un lavoro che è una missione poi, dove spesso viene messa a repentaglio la propria stessa vita per salvare quella degli altri – è stato talmente solido che nemmeno le ferie gli hanno fatto gola: sono cinquanta i turni di ferie che Lindo ha lasciato inutilizzati, nemmeno pagati. Un regalo al Ministero che, in un mondo in cui ottenere un turno di riposo in più è una crociata, riesce solo in minima parte a spiegare la dedizione di quest’uomo al corpo dei Vigili del Fuoco.

«Dispiace dover lasciare questo posto, questo lavoro», commenta Panozzo che, grazie al suo carisma e alla simpatia, è riuscito a entrare davvero nel cuore di tutti. «I ricordi degli interventi svolti in tutti questi anni sono tanti: alcuni belli, altri brutti. Spero che possano entrare in squadra altri giovani dell’Altopiano», prosegue.

Con i suoi 62 anni, dei quali più della metà trascorsi in servizio, Lindo Panozzo è il più anziano pompiere d’Italia del reparto operativo. Un primato che di certo lo riempie di orgoglio, assieme ai suoi colleghi e a tutte le persone che gli vogliono bene.

Da un paio d’anni in via Cinque si festeggia a dicembre il suo pensionamento, ma Lindo Panozzo proprio non ne voleva sapere di ritirarsi, e ogni anno arrivava puntuale Santa Barbara, la festa della patrona dei pompieri, «perché dovevo organizzare tutto io», il commento di giustificazione che usciva dalla sua bocca. Un altro anno era passato, si poteva ancora rimandare.

E quest’anno che davvero la signora INPS ha bussato alla sua porta imponendogli di aprire, perché oltre i 62 anni non è consentito restare in servizio, l’invito ai giornalisti per partecipare alla festa di Santa Barbara il 4 dicembre porta ancora la sua firma, ma tutti sappiamo che sarà l’ultima in questa veste.

Dall’anno prossimo, caro Lindo, nessun impegno organizzativo… ancora insieme, ma solo per festeggiare! Buona pensione!

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