L’Altopiano e noi: la sfida dei giovani per restare e cambiare le cose

Vivere e crescere sull’Altopiano dei Sette Comuni è un’esperienza che lascia il segno. Qui il tempo sembra scorrere a un ritmo diverso tra boschi, prati e piccole comunità dove praticamente tutti si conoscono. Ma essere giovani in questi territori significa fare i conti con sfide che chi cresce in città spesso non immagina: lavoro, servizi e soprattutto la necessità di spostarsi quasi sempre in macchina per raggiungere i centri di maggiore attrattiva o i servizi essenziali.

Crescendo qui impari ad amare la natura, la cultura locale e le tradizioni. Scopri il valore della comunità, della solidarietà e della memoria storica che questi luoghi portano con sé. Allo stesso tempo però guardi al mondo oltre i confini dell’Altopiano e ti rendi conto che le possibilità per costruire il tuo futuro non sono infinite. Per molti giovani la scelta di restare o partire diventa una sfida quotidiana.

Eppure se da un lato qualcuno può percepire le montagne come un limite dall’altro non si può ignorare il lato positivo di questa distanza. Le montagne e i nostri paesi sono in un certo senso uno scudo: ci proteggono dai problemi tipici delle città, dalle rapine e dai disordini che qui restano fortunatamente eventi rari. Inoltre non siamo poi così isolati: da Rotzo in poco più di un’ora si arriva a Vicenza e da Enego in circa 40 minuti a Bassano. Forse per raggiungere l’Altopiano occorre fare un po’ di strada ma in fondo per arrivare alle cose belle nella vita un po’ di fatica è sempre necessaria.

L’Altopiano non è solo un luogo dove i giovani rischiano di sentirsi “bloccati”. È anche un territorio ricco di opportunità. Chi vuole investire nel turismo può sviluppare attività legate alla natura, all’escursionismo, alla cultura e alla gastronomia locale. Grazie alla diffusione delle tecnologie digitali oggi è possibile lavorare da casa combinando la vita tranquilla dei nostri paesi con professioni che un tempo richiedevano la città.

Ma le opportunità più preziose riguardano la partecipazione attiva. È fondamentale che la nostra generazione venga ascoltata dalla politica e sarebbe bellissimo che fossero gli stessi giovani a proporre attività e iniziative. Sull’Altopiano stanno nascendo, e altri stanno maturando, gruppi di giovani che organizzano eventi culturali, sportivi e sociali. A volte è necessario anche sbagliare, cadere e poi rialzarsi: anche questo è costruttivo. Cercare di fare dei propri errori dei punti di forza, avere il coraggio di ammettere i propri sbagli e i propri limiti ma allo stesso tempo ascoltare le persone che hanno più esperienza e trarre sempre qualcosa di positivo. Questa partecipazione è un modo concreto per amare la propria terra: non solo viverla ma contribuire a renderla viva e attrattiva per tutti.

Con il nuovo insediamento del Consiglio Regionale del Veneto anche la Regione avrà un ruolo cruciale nell’elaborare politiche per la montagna intervenendo su infrastrutture, servizi e iniziative a sostegno dei giovani e delle comunità locali. Ma le politiche efficaci non si fermano a livello regionale: anche a livello nazionale, attraverso le strategie per le aree interne, è possibile sostenere i territori montani e contrastare lo spopolamento.

Anche a Enego stiamo lavorando quotidianamente per affrontare questo fenomeno. Sono già stati attuati interventi concreti come il bonus per i nuovi nati, per la retta della scuola dell’infanzia, il sostegno agli studenti con disabilità e il bonus per il trasporto scolastico. Non mancano iniziative per il dopo scuola e la biblioteca comunale, recentemente riammodernata e che grazie a un finanziamento ottenuto con un bando GAL diventerà dotata di nuove tecnologie diventando così un polo d’incontro per le nuove generazioni.

In cantiere ci sono anche altri interventi per il supporto agli studenti universitari, tutto questo contribuisce a portare nuova linfa vitale alle nostre comunità di montagna.

Abbiamo anche organizzato incontri con i giovani del paese e credo che questo sia un forte segnale: la grande partecipazione dimostrata testimonia la volontà di molti di cambiare le cose e costruire il proprio futuro qui. È anche questa la forza che ogni giorno ci permette di lavorare per Enego e per l’Altopiano.

Come consigliere comunale vedo ogni giorno quanto sia importante che la voce dei giovani venga ascoltata. Le nostre idee, la curiosità e l’entusiasmo possono davvero fare la differenza. Non si tratta di sostituire chi ha più esperienza ma di collaborare, proporre, sperimentare. Solo così possiamo costruire un futuro in cui restare non sia un sacrificio ma una scelta desiderata.

L’Altopiano ha bisogno dei giovani tanto quanto i giovani hanno bisogno di sentirsi a casa qui. Restare, tornare o impegnarsi attivamente significa prendersi cura di un territorio unico, conservando le radici e coltivando nuove possibilità. Essere giovani qui non è solo una questione di età: è un’opportunità per essere protagonisti del cambiamento e custodi del nostro futuro.

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