Asiago, al Museo naturalistico Patrizio Rigoni una mostra dedicata ai serpenti dell’Altopiano

Al Museo Naturalistico Patrizio Rigoni di Asiago è aperta dal 6 dicembre 2025 la mostra temporanea “I SERPENTI dell’ALTOPIANO”, che resterà visitabile fino al 6 aprile 2026. L’esposizione, realizzata grazie al prestito dell’Ufficio Natura della Provincia Autonoma di Bolzano, propone un percorso dedicato agli Ofidi che popolano l’Altopiano dei Sette Comuni, dal Biacco al Marasso, dalle Vipere ai Colubri fino alle Natrici, con un focus sulle otto specie autoctone del territorio.

Il taglio è divulgativo ma rigoroso. I diversi pannelli e materiali esposti descrivono le caratteristiche delle specie presenti, gli ambienti in cui vivono, le abitudini di caccia, il letargo, il ruolo svolto nella catena alimentare. L’obiettivo è spiegare in modo chiaro perché questi animali siano importanti per l’equilibrio degli ecosistemi locali, a partire dal controllo delle popolazioni di piccoli roditori, e perché la loro presenza sia un indicatore di buona qualità ambientale.

Una sezione del percorso affronta il tema, tutt’altro che secondario, della paura dei serpenti. La mostra ricorda come si tratti di una paura antica, spesso alimentata da stereotipi e scarsa conoscenza, a fronte di un pericolo reale molto limitato: solo una piccola parte dell’ofidiofauna italiana rappresenta un rischio per l’uomo e gli incontri problematici sono rari, soprattutto se si mantengono comportamenti corretti nei luoghi frequentati dai serpenti. Allo stesso tempo vengono evidenziate, con un linguaggio diretto, le differenze tra le specie velenose e quelle assolutamente innocue, con indicazioni pratiche utili anche a chi frequenta abitualmente sentieri e boschi.

Non manca il riferimento al quadro normativo e ai temi della conservazione. I contenuti della mostra ricordano che l’uccisione indiscriminata di anfibi e rettili costituisce reato e viene indicata come uno dei fattori di minaccia più rilevanti per la biodiversità dell’erpetofauna. Su un territorio già fortemente antropizzato, dove gli habitat naturali risultano in molte aree frammentati e degradati, la pressione aggiuntiva dovuta alle uccisioni deliberate aggrava ulteriormente la situazione delle popolazioni locali.

Il percorso espositivo è arricchito da video, reperti e postazioni di gioco pensate in particolare per il pubblico più giovane e per le scuole, ma utili anche agli adulti per avvicinarsi a un tema spesso conosciuto solo per sentito dire. I materiali multimediali mostrano i serpenti nel loro ambiente naturale, mentre reperti e supporti didattici permettono di soffermarsi su dettagli morfologici e comportamentali che normalmente sfuggono durante un incontro in natura.

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