Casa di riposo di Roana, il Comune pronto ad acquisire la struttura. Martello: “Un atto di coscienza dovuto”

La casa di riposo di Roana è una priorità per i cittadini e per l’amministrazione comunale. Lo dimostra ancora una volta la platea gremita del palazzetto polifunzionale di Canove, dove il sindaco Luigi Martello ha presentato alla popolazione le intenzioni dell’amministrazione in merito alla faccenda che riguarda il futuro della Casa di riposo. Si era iniziato a parlarne esattamente un anno fa, quando il pensionamento imminente di don Lino aveva messo un punto di domanda sul destino della struttura, di proprietà della parrocchia. Al tempo l’amministrazione si era interfacciata con la popolazione nella sala consiliare del Comune di Rotzo, in virtù del presupposto di collaborazione che dovrebbe sussistere in questo caso tra i due paesi.

In quell’occasione le prospettive imponevano una deadline, il 30 giugno 2025, termine per il pensionamento di don Lino, e l’interlocuzione con la diocesi aveva previsto la costituzione di una fondazione che si facesse carico di un contratto di affitto riguardante il solo immobile o l’intera società, garantendo comunque sia agli ospiti che ai dipendenti continuità per almeno altri dodici anni. Il rischio infatti era che l’istituto venisse inserito in un consorzio assieme alle altre tre case di riposo situate in provincia di Belluno, appartenenti alla diocesi di Padova, con una conseguente dispersione delle risorse umane in caso di necessità e il venire meno delle certezze per gli ospiti.

La situazione è però drasticamente cambiata negli ultimi dodici mesi. Oltre alla proroga del pensionamento di don Lino, che distende quindi i tempi per la risoluzione della situazione, tra le altre cose è un fatto che il consiglio di amministrazione della fondazione che si sarebbe venuto a creare sarebbe stato costituito da otto persone, delle quali quattro nominate dalla curia e tre provenienti dalle altre case di riposo del consorzio, comportando uno svuotamento delle capacità gestionali e decisionali per quanto riguarda il territorio.

È nato quindi un comitato spontaneo di opinione, composto da una decina di cittadini, che si è interfacciato a lungo con l’amministrazione comunale per capire le prospettive migliori da considerare. Una serie di valutazioni tecniche e morali su quanto costruito negli anni attorno alla realtà della casa di riposo ha poi permessso di mettere su carta quella che sarebbe stata la proposta da sottoporre alla curia.

“Abbiamo relazionato alla diocesi tutti gli interventi svolti fino ad oggi dall’amministrazione comunale in favore della casa di riposo – spiega il Sindaco Martello -, quantificabili in circa 400 mila euro, ai quali devono aggiungersi i valori di un terreno piuttosto significativo, sul quale è stata costruita la struttura e che nel 2007 è stato donato dal Comune alla parrocchia. Oltre a ciò, non vanno dimenticati i contratti di servizio che hanno fruttato alla casa di riposo più di un milione e mezzo, portando il Comune a contribuire in maniera sostanziale al suo mantenimento.”

Da qui, l’idea di acquisire la struttura che, secondo il punto di vista dell’amministrazione, appartiene alla comunità.

“Si tratterebbe quindi di individuare un consiglio di amministrazione che posssa andare a capo di una fondazione di partecipazione – illustra il primo cittadino -, della quale inizialmente i comuni di Roana e di Rotzo entrerebbero a far parte per l’acquisizione dell’intera struttura. Una volta avvenuto questo, ci sarebbe la possibilità di aprire a tutta la popolazione per diventare soci sostenitori, con cifre anche irrisorie ma che complessivamente contribuirebbero a generare delle entrate annue che potrebbero garantire la continuità del trattamento di livello che viene offerto oggi.”

Unitamente alla casa di riposo, andrebbero gestiti anche l’asilo nido e gli altri servizi sociali che oggi vengono erogati dal Comune.

“Qualora, come auspico, dovessimo acquisire la struttura, l’azione non sarà indolore da un punto di vista economico ma sarà un sacrificio che dovrà essere coscientemente accettato dalla popolazione magari si farà qualcos’altro in meno con quei soldi che non avremo più a disposizione ma saremo sicuri di aver garantito quello che la popolazione si aspetta, ovvero un supporto da quando nasce un bimbo nel nostro territorio a quando un anziano si avvia alla decadenza della propria esistenza”, conclude Luigi Martello.

Le perizie immobiliari e gestionali svolte, da una parte dai tecnici del Comune e dall’altra da quelli della diocesi, hanno portato a stime differenti, basate su criteri altrettanto diversi. La richiesta finale della curia fissa il prezzo di acquisto della struttura a 1 milione e 100 mila euro, più ulteriori 350 mila euro per l’acquisizione della società di gestione. Il nodo rimane sui Trattamenti di Fine Rapporto dei dipendenti, che resta da capire a chi dovranno rimanere in capo: dal punto di vista del Comune infatti l’acquisizione della casa di riposo comporterebbe un nuovo inizio anche dal punto di vista contrattuale dei dipendenti.

La somma richiesta potrebbe essere coperta in parte con i proventi della conciliazione inerente il terreno su cui sorge l’ex istituto elioterapico di Mezzaselva che potrebbero quantificarsi in circa 700 mila euro o, nella peggiore delle ipotesi, in 320 mila euro e in parte grazie al contributo del Comune di Rotzo, qualora si renda possibile l’utilizzo in questo senso dei Fondi di Confine. Il sindaco di Rotzo, Lucio Spagnolo, ha comunque dichiarato che in un modo o nell’altro il suo comune farà parte dell’operazione, in un’ottica di collaborazione e sostegno tra territori.

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