La vittoria va alla Germania ma al Palaonda nel test pre olimpico resta soprattutto l’immagine di un’Italia viva, capace di reagire e di trascinare il pubblico fino all’ultimo respiro. Nell’unica amichevole pre-olimpica in vista di Milano Cortina 2026 gli azzurri cedono 3-4 ma chiudono in spinta, con tante occasioni nella seconda metà di gara e un gol made in Asiago: quello di Alessandro Segafredo a 4 secondi dalla sirena.
Per il test di Bolzano Jukka Jalonen conferma Clara tra i pali con Fadani come backup. Nel gruppo c’è una novità dell’ultima ora: Morini viene gestito a scopo precauzionale e al suo posto entra l’attaccante del Bolzano Cristiano Di Giacinto con Tommaso De Luca pronto come tredicesimo.
L’avvio è tedesco, intenso e aggressivo. L’Italia fatica a respirare e a trovare continuità in uscita ma resta ordinata nel terzo difensivo e si affida alle prime risposte del portiere. La Germania colpisce in power play con Rieder poi raddoppia con Wissmann su una conclusione che viene deviata: sfortunato protagonista proprio Segafredo nel tentativo di bloccare il tiro. È lo 0-2 che indirizza la frazione anche se nel finale gli azzurri aumentano ritmo e presenza offensiva senza riuscire a cambiare lo score.
Nel secondo drittel l’Italia entra con un’altra faccia. Segafredo sfiora subito il gol con un tiro al volo dallo slot ma il portiere tedesco salva di spalla. Poco dopo però la Germania trova il terzo centro con Wagner e la partita sembra di nuovo scappare.
È il momento in cui gli azzurri cambiano marcia davvero: più forecheck, più conclusioni e più traffico davanti alla gabbia. Al 29’44” arriva l’1-3 con Gazley, rapido a fiondarsi sul rebound dopo il tiro di Pietroniro. Il Palaonda si scalda e l’Italia ci crede, sfiora anche il -1 con un palo colpito da Di Tomaso e poi, in superiorità numerica, trova il 2-3: disco che gira bene e Purdeller davanti alla porta devia in rete.
Alla seconda pausa il clima è già quello delle serate importanti. Sul ghiaccio, a completare lo spettacolo, anche l’esibizione del Para Ice Hockey che strappa applausi e attenzione.
Nel terzo periodo l’Italia continua a spingere. Segafredo sfiora ancora il pareggio e gli azzurri costruiscono occasioni con continuità ma la Germania è cinica e in un’altra situazione di superiorità numerica trova il 2-4 con Ehliz su rebound al 48’34”.
Sembra il colpo che chiude i conti ma non lo è. L’Italia non si scompone, continua a martellare con tutte e quattro le linee e si prende il finale con coraggio, fino alla scelta della gabbia vuota per inserire l’extra attacker. E proprio lì arriva la scena che resta negli occhi: dopo un lungo assedio e un mischione furibondo nello slot, Segafredo trova lo spiraglio e segna il 3-4 a 4 secondi dalla fine.
Non basta per completare la rimonta ma basta per raccontare una squadra che non molla e che, dopo un primo tempo complicato, ha saputo crescere passo dopo passo. I 3.500 del Palaonda lo capiscono e salutano gli azzurri con applausi pieni: la strada verso Milano Cortina 2026 passa anche da serate così.
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