Enego, “un nome, non un numero”: posa delle pietre d’inciampo per Renato Dalla Palma e Ferruccio Caregnato

Sabato 24 gennaio Enego ha vissuto un momento di profonda riflessione e memoria collettiva con la cerimonia “Un nome, non un numero” dedicata alla posa delle Pietre d’Inciampo in ricordo di Renato Dalla Palma e Ferruccio Caregnato.

L’iniziativa ha visto una partecipazione numerosa e sentita da parte della comunità eneghese. La cerimonia si è aperta nella Sala Consiglio del Municipio con gli interventi istituzionali e un’introduzione storica. In seguito un corteo si è spostato in Piazza San Marco vicino al Monumento ai Caduti luogo simbolico scelto per la posa e lo scoprimento ufficiale delle Pietre d’Inciampo che richiama alla memoria i caduti delle guerre e della Resistenza.

A depositare le pietre sono stati i bambini delle scuole locali un gesto simbolico che ha unito memoria e responsabilità delle nuove generazioni. Accanto alle pietre sono stati posti due mazzi di rose bianche a ricordare con delicatezza e rispetto le vite spezzate di Caregnato e Dalla Palma. Alla cerimonia erano presenti anche i familiari delle vittime il parroco del paese le forze dell’ordine gli Alpini le autorità civili e gli amministratori locali insieme alla consigliera regionale Morena Martini a testimoniare l’unità della comunità in questo momento di memoria condivisa.

Un gesto simbolico ma dal forte valore civile volto a restituire identità e dignità a due persone ricordandole non come numeri ma come uomini con una storia e un nome che continuano a parlare alle nuove generazioni. Le Pietre d’Inciampo diventano così un segno permanente nello spazio pubblico capace di richiamare alla memoria e alla responsabilità collettiva.

La cerimonia ha rappresentato un momento di condivisione importante per Enego unendo istituzioni associazioni cittadini e familiari nel segno della memoria storica della democrazia e della pace. Le immagini della giornata realizzate da Giuseppe Giordano sono state ringraziate dal Comune e dagli organizzatori per la sensibilità con cui hanno documentato l’evento.

Le storie di Ferruccio Caregnato e Renato Dalla Palma

Ferruccio Caregnato e Renato Dalla Palma rappresentano due storie diverse per età ed esperienza accomunate dallo stesso tragico destino.

Caregnato nato a Pozzoleone nel 1898 si trasferì a Enego dopo il matrimonio e divenne imprenditore nel settore del legname. La sua attività gli consentiva una relativa libertà di movimento che mise al servizio della Resistenza trasportando con il proprio camion beni di prima necessità per i partigiani. Arrestato dai fascisti fu incarcerato a Bassano e poi a Bolzano prima di essere deportato il 1° febbraio 1945 al campo di concentramento di Mauthausen e successivamente al sottocampo di Gusen dove fu costretto ai lavori forzati nello scavo di gallerie destinate all’industria bellica tedesca morendo il 6 aprile 1945.

Renato Dalla Palma nato nel 1924 era invece un giovane studente di medicina impegnato nell’Azione Cattolica e attivo nella Resistenza come membro del battaglione Fiamme Verdi della brigata Monte Ortigara. Tornato a casa per trascorrere l’Epifania con la famiglia fu arrestato dai tedeschi l’8 gennaio 1945. Seguirono tappe simili a quelle di Caregnato tra Primolano Bolzano e la deportazione a Mauthausen il 1° febbraio 1945 con destinazione Gusen dove morì il 12 marzo 1945 poco più di un mese prima di Caregnato.

Le Pietre d’Inciampo posate a Enego dai bambini delle scuole e affiancate da due mazzi di rose bianche diventano un monito permanente e un invito a non dimenticare le storie di chi ha sacrificato la propria vita per libertà e giustizia coinvolgendo simbolicamente le nuove generazioni nella responsabilità della memoria.

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