Non ci siamo. Anche Gara 2 resta al Merano. Asiago più performante questa sera alla Meranarena, ma non basta neanche lontanamente per portare a casa il risultato. La sensazione fino ad ora è che la scelta del Merano come avversario per questi quarti sia stata azzardata.
Dopo la battuta d’arresto incassata in Gara 1, la Migross HC Asiago non riesce a rialzarsi nemmeno alla Meran Arena e cade ancora, lasciando ai padroni di casa anche il secondo atto dei quarti di finale. Finisce 4-1 per il Merano, con i giallorossi che pagano una serata complicata, fatta di poca lucidità nei momenti chiave e di una rincorsa diventata troppo tardi davvero concreta.
Coach Parco si presenta con un assetto quasi identico a quello del primo confronto, con Francesco Forte inserito a referto e Michele Forte fermato dall’influenza. Dall’altra parte il Merano deve rinunciare a Enrico Larcher, ma ritrova Pascal Brunner, subito tra i più attivi in avvio.
Il match parte su ritmi alti, con continui ribaltamenti di fronte e due squadre subito dentro la partita. Il Merano si fa notare nelle prime battute proprio con Brunner, mentre l’Asiago prova a rispondere affidandosi alle ripartenze e alla profondità dei suoi uomini migliori. La chance più clamorosa del primo tempo capita però ai padroni di casa, quando Trivellato manca il tap-in a porta spalancata. Sul fronte opposto Bernard tiene in piedi il Merano con interventi importanti su Porco, Valentini e Traversa, mentre Rudy Rigoni si oppone con sicurezza ai tentativi più insidiosi degli altoatesini. Il finale di frazione si scalda anche sul piano nervoso, ma il risultato resta fermo sullo 0-0.
L’equilibrio continua anche nella parte iniziale del secondo periodo. L’Asiago prova a sfruttare le situazioni di superiorità numerica, senza però trovare continuità né precisione sotto porta. Bernard si fa trovare pronto anche sulle occasioni più pericolose costruite dai giallorossi, compresa una conclusione ravvicinata di Carter Johnson. Con il passare dei minuti cresce invece la spinta del Merano, che al 30’19’’ trova il varco giusto: dopo una lunga fase offensiva, è Cruseman a firmare l’1-0, premiando una squadra più ordinata e concreta. I giallorossi provano a restare agganciati alla partita, ma anche nel finale di tempo faticano a dare fluidità alla manovra e a trasformare in gol le occasioni costruite.
Nel terzo drittel l’Asiago avrebbe bisogno di una reazione immediata, ma è il Merano a colpire ancora. Dopo poco più di un minuto, Stefenson mette un disco velenoso dalla destra e Pascal Brunner lo devia in rete per il 2-0. Il colpo pesa, e poco dopo arriva anche l’episodio che indirizza ulteriormente la serata: i giallorossi incappano in una penalità per troppi uomini sul ghiaccio e il Merano ne approfitta subito. Sulla conclusione dalla blu di Sherbinin, la deviazione di Gellon vale il 3-0 e mette l’Asiago con le spalle al muro.
La squadra stellata prova a restare dentro il match, ma continua a sbattere contro un Merano aggressivo, compatto e capace di soffocare sul nascere le iniziative offensive avversarie. Solo al 55’21’’ i giallorossi riescono a riaprire il discorso, approfittando di un errore in uscita di zona dei padroni di casa: Traversa è il più rapido di tutti e firma il 3-1, accendendo un finale che per qualche minuto sembra poter cambiare inerzia alla gara.
L’Asiago si riversa allora in avanti con orgoglio, aumenta la pressione e costringe il Merano a stringere i denti nel proprio terzo difensivo. Coach Parco si gioca anche la carta del sesto uomo di movimento, ma il forcing non basta. A chiudere definitivamente i conti è Stefanson, che trova la porta vuota e firma il 4-1 a poco più di due minuti dalla sirena.
Il verdetto di Gara 2 è pesante soprattutto per il quadro della serie: Merano avanti 2-0, Asiago chiamato ora a cambiare passo senza più margine per altri errori. Sabato 14 marzo, all’Odegar, i giallorossi dovranno ritrovare intensità, ordine e concretezza per evitare che il quarto di finale prenda una direzione ancora più pericolosa. La serie è ancora aperta, ma da qui in avanti per l’Asiago servirà un’altra faccia.
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