Tra i titoli selezionati al Trento Film Festival 2026 c’è anche “Anime libere – Il richiamo del Nord”, di Andrea Azzetti. Il documentario, della durata di 50 minuti, fa parte del programma ufficiale della rassegna trentina nella sezione delle proiezioni speciali e sarà presentato giovedì 30 aprile alle 20.45 al Multisala Modena, Sala 3.
Al centro del racconto c’è la storia di Lisa Bonato, musher vicentina che ha costruito la propria vita attorno ai cani e alle competizioni con slitte trainate dagli husky. Il film parte dagli albori della passione per lo sleddog e segue la sua preparazione verso una gara di 200 chilometri nel Nord Europa, mentre un problema fisico alla schiena torna a farsi sentire e la obbliga a misurarsi con il dolore, con la paura di non farcela e con quella fragilità che accompagna ogni impresa autentica. La sinossi ufficiale del festival descrive così un’opera che sceglie l’intimità del ritratto personale per parlare di resilienza, libertà e legame profondo tra esseri umani e animali.
La figura di Lisa Bonato, del resto, era già emersa anche nel racconto giornalistico della sua esperienza sportiva: nel febbraio 2025 era stata seguita durante la partecipazione alla Femundløpet in Norvegia, prova tra neve e ghiaccio nella categoria dei 200 chilometri, affrontata con una parte della sua muta di Siberian Husky. In quell’occasione veniva già annunciato che le sue imprese sarebbero state riprese dalle telecamere di Azzetti.
Per Andrea Azzetti si tratta di un nuovo tassello in un percorso costruito sul campo. Padovano, nato professionalmente come fotografo e poi passato al linguaggio del video, nel corso degli anni ha collaborato come video-reporter con RAI, Mediaset e Sky. La sua filmografia comprende anche lavori documentari come “Il cercatore d’infinito”, “Oltre il confine, la storia di Ettore Castiglioni” e, come direttore della fotografia, “Il lavoro sono io” e “Il sergente dell’Altopiano – la vita di Mario Rigoni Stern”.
Il risultato, almeno nelle premesse, è un documentario che non punta soltanto sull’impresa sportiva o sull’estetica dei grandi spazi nordici. “Anime libere – Il richiamo del Nord” sembra piuttosto cercare il punto in cui il viaggio estremo diventa racconto umano: quello in cui la fatica, il rapporto con gli animali e il silenzio del Nord finiscono per restituire il profilo di una donna che continua ad andare avanti, passo dopo passo, fidandosi della propria squadra e di se stessa.

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