Nuoto Altopiano 7 Comuni: un’onda travolgente in vasca

C’è un movimento che negli anni ha preso forma vasca dopo vasca, allenamento dopo allenamento, fino a diventare una realtà sportiva sempre più riconoscibile anche sull’Altopiano. È quello della Nuoto Altopiano 7 Comuni, società che oggi può contare su circa un centinaio di iscritti, su un’attività che coinvolge bambini, ragazzi e adulti e su un progetto che unisce agonismo, scuola nuoto, inclusione e formazione.

La società esiste da ben 23 anni, ma negli ultimi anni ha conosciuto una crescita importante. Lo racconta Mauro Ferro, bagnino internazionale e istruttore Coni, da otto anni punto di riferimento tecnico del gruppo e primo allenatore altopianese: “Il nostro scopo è valorizzare questo sport nell’Altopiano: farlo crescere nel territorio con la gente del territorio”, spiega.

I numeri aiutano a capire il percorso compiuto. “Il progetto è cresciuto: da 30 bambini adesso ne abbiamo un centinaio”, sottolinea Ferro. Oggi la Nuoto Altopiano 7 Comuni ha due squadre agonistiche di categoria, una squadra esordienti più piccola, strettamente legata alle varie annate, e tutto il settore della scuola nuoto, con attività che partono dai 3-4 anni e arrivano fino agli adulti.

Accanto a questo, ci sono anche due turni serali per adulti, il martedì e il venerdì dalle 19.30 alle 20.30, dedicati a chi vuole imparare a nuotare o semplicemente vivere l’acqua in modo amatoriale.

Non si tratta però soltanto di corsi e gare. Uno degli aspetti più significativi del progetto è il gruppo “Nuotiamo”, seguito dall’allenatore Riccardo Cami: ogni sabato pomeriggio i ragazzi diversamente abili entrano in acqua insieme agli atleti della categoria, in un’esperienza che mette al centro la condivisione e il valore educativo dello sport. Allo stesso tempo gli stessi ragazzi della categoria affiancano il gruppo propagandistico e collaborano nei corsi con i più piccoli, facendo così esperienza anche come istruttori.

La società investe molto anche nella formazione. Ogni anno infatti alcuni dei ragazzi partecipano ai corsi della piscina federale veneta per ottenere il brevetto di salvamento. In questo momento ce ne sono tre impegnati nel percorso e nel tempo sono stati formati circa dieci bagnini. Un dato che racconta bene una filosofia precisa: il nuoto come disciplina sportiva ma anche come occasione di crescita personale e di servizio alla comunità.

In un territorio non semplice per questo tipo di sport, il lavoro comincia a dare risultati concreti anche sul piano agonistico. Nelle gare disputate tra gennaio e febbraio sono arrivati segnali incoraggianti. Emmanuele Piana ha conquistato il primo posto nella categoria Juniores nei 200 misti con il tempo di 2’32”30, chiudendo anche secondo assoluto nella prova. Giovanni Bortoli ha ottenuto il secondo posto tra i Ragazzi nei 200 misti in 2’43”48. Alessandro Casaro, invece, è salito al secondo posto tra i Ragazzi nei 50 rana con il tempo di 35”74, centrando anche il terzo posto assoluto nella gara.

Sono risultati che fotografano una crescita tecnica reale ma anche la solidità di un ambiente costruito giorno dopo giorno. “Siamo partiti controcorrente”, osserva Ferro, “perché un allenatore che come me arriva dal mondo dell’hockey può sembrare inadeguato. Stiamo cercando di portare la mentalità di sport di squadra anche dove c’è uno sport individuale: nel nostro ambiente se fai individualismo non vai da nessuna parte, invece dobbiamo tenere uniti i ragazzi e la cosa sembra stia funzionando”.

Il movimento, intanto, continua ad allargarsi anche grazie alla collaborazione con la piscina. Il contatto tra corsi, scuola nuoto e settore agonistico permette infatti di accompagnare i ragazzi in un percorso graduale. Nessun obbligo di agonismo: si può entrare in acqua per imparare, per divertirsi, per fare attività motoria e solo in un secondo momento valutare un eventuale passaggio all’attività competitiva. I più piccoli, per esempio, vengono avvicinati con due o tre gare propagandistiche all’anno, così da capire senza pressioni se proseguire anche su quel versante.

Per chi vuole conoscere la società da vicino, l’appuntamento è ogni sabato pomeriggio dalle 15 in poi. In piscina sono presenti Mauro Ferro e spesso anche il presidente Silvano Casaro. Attraverso la segreteria è possibile avere informazioni e per i nuovi interessati sono previste due prove che prevedono il pagamento del biglietto di ingresso ridotto alla piscina: prima una prova individuale e poi, eventualmente, una con il gruppo più adatto.

La stagione agonistica ora proseguirà con i meeting di fine primavera. A fine maggio la squadra sarà impegnata a Bologna in vasca olimpica da 50 metri all’aperto, mentre a metà giugno è in programma un altro appuntamento a Merano, sempre in vasca da 50 metri. Un altro passo in avanti per una realtà che, partita quasi in sordina, oggi sta dimostrando di avere basi solide, idee chiare e soprattutto un obiettivo preciso: fare del nuoto una presenza stabile e sempre più viva nell’Altopiano.

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