Nella Sala Consiliare di Enego, c’è stato un momento, in cui il tempo è sembrato fermarsi.
Seduto al centro del tavolo del Consiglio comunale, Gianfranco Cortese ha preso la parola con voce carica di emozione. Nella sala regnava il silenzio, mentre i ricordi iniziavano lentamente a prendere forma: Gianna, le giornate trascorse insieme nella frazione di Valgoda, la scuola elementare, una quotidianità semplice ma profondamente significativa.
Il suo racconto ha poi attraversato la storia del territorio, ricordando un paese un tempo più vivo, con scuole presenti anche nelle frazioni di Fosse e Stoner, e il progressivo spopolamento che ha segnato gli anni successivi, senza però cancellarne l’identità. Uno sguardo è stato rivolto anche al presente, con una riflessione carica di speranza: oggi molti piccoli paesi stanno tornando ad attrarre persone, perché capaci di offrire qualità della vita e senso di comunità.
Infine, le parole che – ha sottolineato – sarebbero state di Gianna: “Andate avanti, non fermatevi e date il meglio di voi stessi.”
La sala ha risposto con un applauso lungo, sentito, che ha unito emozione e memoria in un unico momento collettivo.
Su questa atmosfera si è innestata la cerimonia del Premio Gianna Miola, cuore del pomeriggio dedicato ai giovani e alla cittadinanza, aperto dalla consegna della Costituzione ai neo diciottenni.
Il riconoscimento è stato assegnato a Mathias Dalla Palma, per un lavoro innovativo dedicato alla simulazione fisica dei tessuti attraverso modelli matematici avanzati, con applicazioni concrete in diversi ambiti tecnologici.
Accanto al vincitore, sono stati presentati anche gli altri candidati, autori di ricerche di grande rilievo: Elia Bello con uno studio sull’antibiotico-resistenza, Anna Rossi con un approfondimento sugli interventi assistiti con animali nei pazienti affetti da Alzheimer e Riccardo Meneghini con un progetto sulla bioingegneria applicata alla rigenerazione ossea. Percorsi diversi, ma uniti dalla volontà di dare risposte concrete alle sfide della medicina e della società contemporanea.
A chiudere l’incontro è stata la lettura di una poesia di Gianna Miola, “Terra ferita”, che ha riportato la sala in un silenzio profondo e partecipato. Le parole hanno attraversato immagini di fragilità e smarrimento, dal dolore improvviso del cambiamento alla paura davanti alla perdita, fino alla difficoltà di ritrovare un senso dopo la devastazione. Un testo che, letto in sala, ha assunto una forza particolare, capace di coinvolgere emotivamente i presenti senza bisogno di ulteriori commenti.
Scritta nel dicembre 2016, la poesia è risuonata con una sorprendente attualità, chiudendo il pomeriggio in un clima di raccoglimento e riflessione.
Un pomeriggio in cui Enego ha saputo raccontarsi attraverso la memoria, le emozioni e soprattutto attraverso i suoi giovani, chiamati a raccogliere un’eredità fatta di impegno, studio e futuro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Siamo presenti anche su TELEGRAM, iscriviti al nostro gruppo per rimanere aggiornato e ricevere contenuti in esclusiva: https://t.me/settecomunionline


















