Un anno di attività chiuso con un bilancio positivo e un 2026 già impostato su alcuni fronti strategici: il recupero del Museo della Tradizione Cimbra, le nuove pubblicazioni, la comunicazione e il rafforzamento dei legami internazionali. È questo il quadro emerso dall’assemblea dei soci dell’Istituto di Cultura Cimbra di Roana, momento di confronto interno ma anche occasione per ribadire il ruolo dell’associazione nella tutela dell’identità storica e linguistica del territorio.10
L’Istituto continua a rappresentare il punto di riferimento per la conservazione e la divulgazione della cultura cimbra sull’Altopiano. Un’attività che non si limita alla memoria, ma guarda anche alla necessità di rendere questo patrimonio comprensibile, accessibile e vivo per le nuove generazioni.
All’assemblea hanno preso parte anche il sindaco di Roana Luigi Martello e il parroco don Lino Prearo, insieme a sostenitori e realtà che accompagnano il percorso dell’Istituto. Un sostegno che arriva dal territorio e dalle istituzioni, con il contributo della Regione del Veneto, di Bvr Banca Veneto Centrale, dei Comuni di Roana e Rotzo, delle parrocchie di Roana e Mezzaselva, della Pro Loco Roana e di diversi soggetti privati.
Nel bilancio dell’anno appena concluso trovano spazio risultati concreti. Tra questi la pubblicazione del Quaderno n. 77, il rinnovamento del sito e della comunicazione dell’Istituto e soprattutto l’avvio della ristrutturazione del Museo della Tradizione Cimbra, uno dei luoghi simbolo per il racconto della storia, della lingua e delle tradizioni della comunità.
Proprio il museo sarà uno dei punti centrali del prossimo anno. Il completamento dei lavori consentirà di restituire al pubblico uno spazio aggiornato, capace di valorizzare il patrimonio raccolto nel tempo e di inserirlo in un percorso più ampio di promozione culturale.
Accanto al museo proseguirà anche il lavoro editoriale, con nuove pubblicazioni legate al progetto “Haltabar a de zunga”, dedicato alla lingua cimbra e alla sua trasmissione. Un impegno che conferma la volontà dell’Istituto di non trattare la cultura cimbra come un’eredità ferma nel passato, ma come una componente ancora attuale della vita dell’Altopiano.
Il 2026 avrà infine una forte dimensione internazionale. L’Istituto guarda infatti alle iniziative in programma in Baviera con il Cimbern Kuratorium Bayern e. V., nell’anno in cui ricorre il 50° anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden. Un passaggio importante, che rafforza i rapporti tra comunità legate da una storia comune e conferma il valore della cultura cimbra come ponte tra territori, generazioni e identità.
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