Grande partecipazione ad Asiago per il convegno “Prendersi cura nel Fine Vita”, una giornata di approfondimento dedicata a uno dei temi più delicati dell’assistenza socio-sanitaria: l’accompagnamento della persona nelle fasi finali della vita, la gestione del dolore e il sostegno emotivo a familiari e operatori.
L’appuntamento si è svolto mercoledì 13 maggio al Teatro Millepini di Asiago ed è stato promosso dalla Casa di Riposo di Asiago, da Qualità & Benessere e da APS RINATA ETS, con il patrocinio del Comune di Asiago e dell’Azienda ULSS 7 Pedemontana. L’iniziativa, gratuita e accreditata ECM e CFP, ha registrato il tutto esaurito, richiamando oltre 150 professionisti tra infermieri, operatori delle strutture residenziali e dei servizi territoriali, psicologi, assistenti sociali ed educatori.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Diego Rigoni, presidente del Consiglio Comunale di Asiago, e del dottor Giuseppe Piasentin, responsabile della Casa di Comunità di Asiago, intervenuti rispettivamente a nome del Comune di Asiago e dell’ULSS 7 Pedemontana.
Il convegno ha proposto un percorso multidisciplinare, alternando interventi scientifici, testimonianze e momenti esperienziali. Al centro della giornata il rapporto tra fine vita e qualità dell’assistenza, con una riflessione sulla necessità di costruire una cultura della cura capace di accompagnare la persona e la famiglia nel rispetto della dignità, dei bisogni individuali e della storia personale di ciascuno.
Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del dolore nella fase terminale, all’alimentazione, al lutto vicario e al sostegno emotivo di chi assiste. Dagli interventi è emersa con forza l’idea di una “buona cura”: una cura attenta, rispettosa, capace di restare accanto alla persona fino alla fine, senza ridurre l’assistenza alla sola dimensione sanitaria, ma tenendo insieme corpo, emozioni, relazioni e dignità.
Molto partecipato anche il momento laboratoriale del pomeriggio, durante il quale i presenti hanno potuto confrontarsi in modo diretto con le proprie emozioni e con le difficoltà che accompagnano la relazione di cura. Un’occasione che ha permesso di portare a casa non solo riflessioni, ma anche strumenti concreti da applicare nella pratica quotidiana.
Il convegno si inserisce nel percorso avviato dalla Casa di Riposo di Asiago nell’ambito del progetto Qualità & Benessere, marchio al quale la struttura aderisce da alcuni anni e che valorizza l’impegno per standard elevati sotto il profilo assistenziale, organizzativo e relazionale. In questa direzione rientra anche il recente corso interno “Accompagnare a vivere, sino alla fine”, rivolto al personale del Centro, da cui è nata l’idea di aprire il confronto al territorio e agli altri professionisti della cura.
Determinante per la realizzazione dell’evento è stato il supporto del Comune di Asiago, che ha messo a disposizione il Teatro Millepini, permettendo di ospitare un appuntamento formativo di alto profilo. Importante anche la collaborazione dell’ULSS 7 Pedemontana e dei partner ABM Italia Healthcare, Cooperativa Bassano Solidale, Io Sano, SiCuro e TeiaCare. Un ringraziamento è stato rivolto anche all’azienda Rigoni di Asiago per il cadeau offerto ai relatori.
“Nel contesto del percorso di crescita che la nostra struttura sta portando avanti con Qualità & Benessere”, ha dichiarato Nicola Pivato, segretario-direttore della Casa di Riposo di Asiago, “e dopo il corso proposto a tutto il personale sul tema del lutto e dell’accompagnamento nel fine vita, è nata la volontà di non lasciare questa riflessione solo all’interno della nostra struttura, ma di aprirla al territorio, alle altre realtà, ai servizi e ai professionisti che ogni giorno operano nel campo dell’assistenza e della cura. Credo infatti che un centro per anziani non debba limitarsi a erogare prestazioni, ma debba avere anche la missione di promuovere i valori di una cura attenta alla persona, alla dignità e alla qualità dell’accompagnamento nelle fasi più delicate della vita”.
Una giornata che ha confermato quanto il tema del fine vita richieda competenze, sensibilità e confronto. E quanto, anche in un territorio come l’Altopiano, la qualità dell’assistenza passi dalla capacità di fare rete tra strutture, istituzioni, servizi e professionisti.
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