Il richiamo della Grande Rogazione: la sveglia delle 5

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La Grande Rogazione è qualcosa che ti si pianta dentro, in quell’angolo di cuore che resta libero per qualche motivo e poi riceve il suo pezzettino con l’incastro giusto.

I primi anni qui era solo una tradizione che guardavo da distante, senza cognizione di causa. Ma col passare del tempo è diventata una tradizione anche mia, a modo mio.

Per lavoro ogni anno la sveglia suona alle 5, a volte più volentieri, altre meno. Vestiti pesanti, perché la temperatura è sempre rigida alla partenza, telefono carico e salto in macchina. I dieci minuti di strada che mi separano dal Duomo di San Matteo mostrano un’Asiago che si sta ancora svegliando: pochissime auto, silenzio e qualche animaletto ancora in giro.

Parcheggio in centro e piccoli gruppetti di persone con camicia a quadri, felpa, cappello e scarponcini da trekking si avvicinano al punto di ritrovo per la partenza. In questo caso non servono locandine con le indicazioni: il Matìo raduna tutti gli asiaghesi.

E richiama anche me, che ho il compito di documentare il ripetersi annuale di questo giro del mondo.

Un caffè veloce e mi avvicino al Duomo. Incontro lo sguardo di tanti amici, raccolti nella stessa piazza con lo stesso spirito. Pochi minuti prima delle 6 le parole del parroco, recitate dal sagrato della chiesa, sanciscono l’inizio della Grande Rogazione e il fiume di asiaghesi si riversa su piazza Carli, poi piazza Mazzini e via via su verso viale dei Patrioti.

Terminata la lunga sfilata di paesani, insieme a molti turisti che partecipano con rispetto, è al Lazzaretto che li ritroverò.

Quest’anno, complici tanti fattori, avevo deciso di delegare la diretta delle 6. A volte la carenza di sonno bussa alla porta e ti presenta il conto.

Eppure, alle 5.30, gli occhi si aprono da soli: la Rogazione mi ha chiamato anche stavolta.

Non posso ignorarla. Salto fuori dal letto, indosso vestiti pesanti e prendo la macchina. Asiago si sta svegliando. Raggiungo gli amici asiaghesi sul sagrato del Duomo e documento la partenza del loro cammino.

La processione prosegue lungo un percorso sempre lo stesso, tracciato da una vita.

Buon Giro del Mondo.

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