La Grande Rogazione rivive alla Casa di Riposo di Asiago tra uova colorate e canti cimbri

La Grande Rogazione di Asiago non è soltanto il cammino che ogni anno attraversa il territorio dei Sette Comuni lungo un percorso di oltre 33 chilometri. È anche memoria condivisa, rito comunitario, legame tra generazioni e custodia di gesti antichi che continuano a parlare al presente.

Nei giorni che hanno preceduto uno degli appuntamenti più sentiti dell’Altopiano, anche la Casa di Riposo di Asiago ha voluto vivere l’attesa della Rogazione attraverso un momento dedicato alla tradizione e al ricordo. Residenti, parenti, volontari e studenti delle scuole medie hanno preso parte a un laboratorio creativo dedicato alla preparazione delle uova colorate, un gesto simbolico legato alla storia della Rogazione.

Un tempo, infatti, le donne donavano le uova decorate agli uomini come segno di amore e di riconoscenza. Un’usanza semplice ma ricca di significato, capace di raccontare il valore affettivo e comunitario di una tradizione che non appartiene solo al passato ma continua a vivere nei racconti, nei colori e nei piccoli gesti tramandati.

Il laboratorio è diventato così un’occasione di incontro tra generazioni. I più anziani hanno condiviso ricordi e consigli, mentre i ragazzi hanno potuto avvicinarsi a una pagina importante della cultura locale, fatta di preghiera, appartenenza e identità. In questo intreccio di mani, parole e memoria, la Rogazione ha ritrovato una delle sue dimensioni più profonde: quella di una comunità che cammina insieme anche prima di mettersi fisicamente in cammino.

Particolarmente emozionante è stata anche la visita del gruppo coro della Rogazione, che durante i grande processione accompagna il percorso con canti, litanie e preghiere nella storica lingua cimbra. Una presenza che ha portato all’interno della Casa di Riposo il suono antico di una devozione popolare ancora viva e riconoscibile.

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