L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è il primo ospedale in Italia a introdurre ALLY, Adaptive Cataract Treatment System, una piattaforma robotica assistita dall’intelligenza artificiale destinata a cambiare il modo in cui viene affrontata la chirurgia della cataratta.
La cataratta, legata all’opacizzazione del cristallino, interessa soprattutto la popolazione anziana e rappresenta una delle principali cause di riduzione della vista. In Italia l’intervento per rimuoverla è il più eseguito in assoluto, con circa 650mila operazioni ogni anno e una previsione di crescita fino a oltre 900mila interventi annui entro il 2030, anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione.
Al centro di questo passaggio tecnologico c’è l’Unità Operativa di Oculistica dell’ospedale di Negrar, diretta dalla dottoressa Grazia Pertile, figura di riferimento della chirurgia oculistica italiana. Originaria di Asiago, Pertile guida l’Oculistica del Sacro Cuore Don Calabria dal 2003. Il suo percorso professionale comprende la specializzazione all’Università di Maastricht e l’esperienza al Middelheim Hospital di Anversa, in Belgio, prima del rientro in Italia.
La dottoressa Pertile è conosciuta anche per il lavoro sulle patologie della retina e per il contributo a progetti di ricerca ad alta innovazione, come quelli legati alla retina artificiale. Nel 2018 è stata indicata come prima donna insignita del prestigioso riconoscimento della European VitreoRetinal Society.
La nuova tecnologia adottata a Negrar integra robotica avanzata, imaging ad alta definizione e algoritmi di intelligenza artificiale. Il sistema non sostituisce il chirurgo, ma lo assiste nella pianificazione e nell’esecuzione delle fasi più delicate dell’intervento, analizzando in tempo reale le caratteristiche dell’occhio del paziente. Attraverso più telecamere e scansioni oculari dettagliate, ALLY permette di individuare posizione, densità e strati della cataratta, adattando il trattamento alla singola anatomia.
Il punto decisivo non è soltanto la rapidità della procedura, ma la precisione con cui vengono eseguite le incisioni e la frammentazione del cristallino opaco. Un livello di accuratezza particolarmente importante quando l’intervento viene associato all’impianto di lenti intraoculari evolute, capaci di correggere non solo miopia o ipermetropia, ma anche presbiopia e astigmatismo.
Per molti pazienti questo significa poter recuperare una qualità visiva più vicina a quella naturale e, in diversi casi, ridurre in modo significativo la dipendenza dagli occhiali nelle attività quotidiane. La valutazione resta naturalmente specialistica e personalizzata, perché non tutte le lenti sono indicate per ogni paziente, ma l’evoluzione tecnologica apre prospettive sempre più avanzate.
Nel 2025 l’Oculistica di Negrar ha eseguito oltre 3.800 interventi di cataratta, inserendo questa nuova piattaforma in un reparto che comprende numerose aree specialistiche e copre un ampio spettro di patologie oculari. Per l’ospedale veronese si tratta di un investimento che rafforza il profilo di centro di riferimento nazionale, ma anche di un passaggio che porta la firma professionale della dottoressa Pertile e della scuola chirurgica cresciuta attorno alla sua direzione.
La cataratta, da intervento ormai routinario, diventa così un campo nel quale tecnologia e competenza medica si incontrano con un obiettivo preciso: aumentare sicurezza, precisione e qualità del risultato visivo.
A Negrar questo salto avviene sotto la guida di una professionista partita dall’Altopiano di Asiago e oggi riconosciuta tra le figure più autorevoli dell’oculistica italiana.
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