Dalla musica alla cura del cuore: premiato l’infermiere Gabriele Carli

Arriva da Asiago uno dei protagonisti della sesta edizione del convegno di Cardionursing, andato in scena all’Ospedale Alto Vicentino di Santorso. Tra i vincitori della competizione infermieristica spicca infatti Gabriele Carli, premiato per la miglior comunicazione in prevenzione cardiovascolare.

L’evento, intitolato “La cardiologia del presente e del futuro: lavorare in team è necessario e vincente”, ha riunito professionisti sanitari di diverse discipline, tra cui cardiologi, fisioterapisti e dietisti, chiamati a confrontarsi sulle più recenti innovazioni cliniche e organizzative. Dopo la sessione mattutina dedicata alle linee guida e alle nuove tecnologie, il pomeriggio ha lasciato spazio alla competizione infermieristica, cuore dell’iniziativa.

Due i riconoscimenti assegnati: uno per la miglior comunicazione infermieristica e uno per la miglior comunicazione sulla prevenzione cardiovascolare, quest’ultimo promosso dall’associazione Amici del Cuore Alto Vicentino. Proprio in questa categoria si è distinto Carli, selezionato tra i sei finalisti.

Il lavoro premiato affronta un tema innovativo: la music medicine, ovvero l’utilizzo della musica come strumento clinico basato su evidenze scientifiche. Una distinzione chiave, sottolineata anche nella sua presentazione: la musicoterapia è qualcosa che il paziente sceglie perché percepisce un beneficio, mentre la music medicine è un intervento sanitario applicato dall’infermiere sulla base di dati scientifici.

Il progetto dimostra come specifiche frequenze musicali possano influenzare direttamente il sistema cardiovascolare. Il principio è quello della sincronizzazione: il cuore tende ad adattarsi ai battiti per minuto, i BPM, della musica, contribuendo a stabilizzare la frequenza cardiaca e a migliorare l’equilibrio del sistema nervoso autonomo.

Il protocollo illustrato si articola in quattro fasi. Una fase iniziale con musica lenta attorno ai 60 BPM, una fase di esercizio con ritmi tra i 90 e i 110 BPM per mantenere sotto controllo la frequenza cardiaca, una fase di recupero con ritorno a ritmi più bassi e infine una fase di canto e respirazione, con un massimo di 15 atti respiratori al minuto.

Un approccio che, secondo gli studi scientifici consultati dall’infermiere asiaghese, può portare benefici concreti: riduzione di stress e ansia, miglioramento del sonno e persino effetti su parametri clinici come pressione arteriosa e variabilità cardiaca.

Un lavoro costruito in oltre due mesi di ricerca, basato su letteratura scientifica internazionale e studi randomizzati controllati. Non solo teoria: nel reparto di cardiologia riabilitativa dove Carli lavora sono già stati avviati i primi passi per applicare il protocollo, con l’acquisto di cuffie e dispositivi dedicati ai pazienti e l’ipotesi di uno studio interno.

L’interesse suscitato è stato immediato. Tra i presenti anche specialisti dell’IRCCS Centro Cardiologico Monzino, che hanno manifestato l’intenzione di approfondire possibili collaborazioni, insieme ad altri professionisti del settore.

Per Gabriele Carli, infermiere classe 1997 con tre anni di esperienza, si tratta della prima partecipazione a una competizione di questo tipo. Un debutto che porta con sé un risultato significativo e un messaggio importante: la musica, se utilizzata con metodo, può diventare uno strumento concreto di prevenzione e cura, capace di uscire dall’ospedale e arrivare nella quotidianità delle persone.

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