Il punto nascita di Asiago resta: una vittoria per tutto l’Altopiano

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Il punto nascita di Asiago viene confermato all’interno della rete regionale del Veneto. Una scelta che riconosce il ruolo strategico dell’ospedale altopianese e la specificità di un territorio montano dove distanza, viabilità e condizioni climatiche rendono la prossimità sanitaria un elemento essenziale.

La riorganizzazione regionale dei punti nascita nasce dalla necessità di adeguare la rete agli standard nazionali di sicurezza e appropriatezza, con particolare attenzione alle strutture che registrano un numero di parti inferiore alle soglie previste. In questo quadro, Asiago rappresenta un caso particolare, diverso dai presidi collocati in pianura.

Il punto nascita dell’Altopiano viene infatti considerato una struttura di importanza strategica, perché un’eventuale chiusura comporterebbe criticità logistiche e sanitarie significative per le famiglie dei Sette Comuni. L’ospedale si trova oltre i 1000 metri di quota, in un’area soggetta durante l’inverno a nevicate intense e servita da collegamenti stradali che possono risentire del traffico turistico e delle condizioni meteo.

Per molte famiglie altopianesi, raggiungere una struttura sanitaria in pianura può richiedere tempi lunghi, fino a circa un’ora e mezza in alcune fasce della giornata. Un dato che pesa in modo particolare quando si parla di maternità, parto e gestione delle eventuali urgenze.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, che ha ringraziato il presidente della Giunta regionale Alberto Stefani e la Giunta regionale per aver sostenuto il mantenimento del servizio. Una decisione che il primo cittadino definisce di “grande sensibilità istituzionale e di concreta attenzione nei confronti della montagna e delle sue specificità”.

Rigoni Stern richiama in particolare le difficoltà legate alla distanza dagli ospedali di Bassano del Grappa e Santorso, le criticità dovute all’impossibilità di effettuare voli notturni con gli elicotteri di soccorso e la necessità di garantire alle donne “un presidio sanitario sicuro e tempestivo in uno dei momenti più importanti e delicati della loro vita”.

Il punto nascita di Asiago, sottolinea il sindaco, rappresenta un servizio essenziale non solo per le donne residenti sull’Altopiano, ma anche per le numerose famiglie che scelgono il territorio per periodi di vacanza e soggiorno. Garantire la possibilità di partorire in sicurezza significa tutelare il diritto alla salute delle future mamme e dei loro bambini, senza esporli a rischi legati alla distanza geografica e alle particolari condizioni della montagna.

Nel suo intervento, Rigoni Stern ricorda anche quanto avvenuto durante la pandemia da Covid-19, quando la temporanea sospensione del servizio determinò situazioni estremamente critiche, con parti avvenuti nelle abitazioni private o all’interno del Pronto Soccorso. Episodi che, secondo il sindaco, hanno mostrato con chiarezza quanto il presidio sia essenziale per la sicurezza delle donne e per la tutela della salute pubblica.

“Difendere il punto nascita significa difendere la sanità di montagna e garantire pari opportunità di accesso alle cure rispetto ai territori di pianura”, afferma Rigoni Stern, evidenziando come il mantenimento del servizio riconosca il valore strategico dell’ospedale di Asiago e il suo ruolo per l’intero territorio altopianese e per l’ULSS 7 Pedemontana.

La conferma del presidio asiaghese tiene conto anche del percorso di rafforzamento già avviato negli ultimi anni. Sono stati aggiornati strumenti e dotazioni e si è lavorato sul consolidamento delle competenze del personale medico e infermieristico, anche attraverso la collaborazione con gli ospedali di Bassano del Grappa e Santorso.

Un passaggio importante riguarda anche la reperibilità pediatrica notturna, misura per la quale il sindaco ha rivolto un ringraziamento al direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, riconoscendone la sensibilità e l’attenzione nei confronti dell’ospedale di Asiago e in particolare del punto nascita. La reperibilità pediatrica notturna contribuisce infatti a rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza e qualità del reparto di Ostetricia e Ginecologia e dell’intero percorso nascita.

La riorganizzazione della rete prevede inoltre un rafforzamento dei servizi territoriali legati al percorso nascita. Tra le azioni previste ci sono la presenza di personale ostetrico sul territorio, il triage telefonico, il counselling ostetrico, le attività di prevenzione ginecologica, il supporto all’allattamento e l’accompagnamento alla genitorialità.

Un ruolo importante sarà affidato anche ai sistemi di trasporto assistito per la madre e per il neonato, pensati per garantire sicurezza e tempestività nei casi in cui sia necessario il trasferimento verso strutture più specializzate.

Per Asiago, la conferma del punto nascita ha quindi un valore che va oltre il singolo servizio ospedaliero. Significa mantenere un presidio sanitario fondamentale per l’Altopiano, in un territorio dove la distanza dalla pianura non è solo geografica, ma incide concretamente sulla vita quotidiana delle persone.

La scelta compiuta dalla Regione rappresenta, nelle parole del sindaco, “un segnale importante di vicinanza alle comunità montane e una risposta concreta alle esigenze di un territorio che chiede semplicemente di poter continuare a garantire ai propri cittadini servizi essenziali, efficienti e sicuri”.

La sfida sarà ora quella di continuare a garantire qualità, sicurezza e competenze, rafforzando al tempo stesso la rete territoriale. Perché in montagna la sanità di prossimità non è un privilegio, ma una condizione necessaria per tutelare davvero il diritto alla salute.

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