Domenica 21 giugno Asiago ospiterà la quattordicesima edizione di “Rose antiche”, una giornata dedicata alla scoperta delle varietà antiche, delle loro caratteristiche e degli usi che nei secoli hanno accompagnato questo fiore, celebrato dalla poesia, dall’arte, dalla medicina popolare e dalla cucina.
L’appuntamento inizierà alle 10 all’Azienda agricola La Calendula, in via Busa 106, con una visita al roseto antico e all’Orto dei semplici. I partecipanti potranno immergersi in un percorso fatto di colori, profumi e racconti botanici, entrando in contatto con un patrimonio vegetale che affonda le proprie radici in una storia antichissima.
Testimonianze fossili dimostrano infatti la presenza della rosa già 20 o 30 milioni di anni fa. Le diverse specie sono originarie dell’emisfero settentrionale e si sono diffuse dal Circolo polare artico fino alle regioni equatoriali, mentre nessuna rosa sarebbe mai cresciuta spontaneamente nell’emisfero meridionale.
Definita dalla poetessa Saffo “la regina dei fiori”, la rosa è diventata nel tempo simbolo dell’amore, della passione e di un sentimento capace di regalare gioia ma anche di ferire quando non viene corrisposto. Nei tempi antichi il suo profumo era riservato ai sovrani. Nel sarcofago di Tutankhamon furono ritrovati anche mazzi di fiori deposti, secondo la tradizione, dalla giovane sposa del faraone come ultimo pegno d’amore.
Anche sull’Altopiano dei Sette Comuni la rosa è presente allo stato spontaneo. Tra le specie più caratteristiche figura la Rosa pendulina, conosciuta anche come rosa alpina, un piccolo arbusto dai fiori rosa vivace che si distingue per l’assenza di spine. Più comune e spinosa è invece la Rosa canina, i cui frutti, chiamati cinorrodi, possono essere raccolti alla fine dell’estate e utilizzati per preparare infusi tradizionalmente apprezzati per il loro apporto vitaminico.
In passato, con i petali veniva realizzato anche il miele rosato, utilizzato come rimedio per i disturbi della gola. Con i frutti maturi si può invece preparare una confettura a crudo arricchita con miele, recuperando ricette tramandate dalla cultura popolare.
Nel roseto dell’Azienda agricola La Calendula vengono coltivate circa trenta varietà differenti. Si passa dalle tonalità delicate della Rosa alba al rosa magenta della Roseraie de l’Haÿ fino al porpora intenso della Tuscany Superb, caratterizzata da petali dall’aspetto vellutato.
Ogni varietà presenta un profumo, un colore e una forma particolare. Le rose muscose, ricche di piccole spine ravvicinate, ricordano nell’aspetto il muschio e sprigionano una fragranza capace di richiamare i boschi di conifere. Le rose dai cento petali furono invece frequentemente raffigurate nelle opere dei pittori dell’Ottocento.
Uno spazio particolare sarà dedicato alle rose damascene, ancora oggi coltivate su larga scala in Bulgaria per l’estrazione del prezioso olio essenziale. Tra le più conosciute figura la Kazanlik, chiamata anche trigintipetala. Dalle rose si ricava inoltre l’acqua profumata utilizzata fin dall’antichità nella cura della persona e associata a una sensazione di serenità e benessere.
La giornata proseguirà alle 13.15 all’Agriturismo Grüuntaal di Asiago, dove il pranzo permetterà di riscoprire i profumi e i sapori legati al roseto, trasformando la visita botanica in un’esperienza capace di coinvolgere anche il gusto.
Per informazioni sulla visita è possibile contattare Antonio Cantele al numero 0424 463346. Per il pranzo è invece necessario rivolgersi all’Agriturismo Grüuntaal al numero 0424 692798.

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