Quando ci si addentra in questa parte di Altopiano sembra un pò di cambiare mondo.
L’esposizione crea un ambiente unico, dove a dominare non è l’abete, ma il faggio e la primavera arriva con un pò di anticipo. E’ proprio questa voglia di primavera che mi ha fatto tornare qualche giorno fa verso l’Altar Knotto, sfruttando l’unica finestra di bel tempo da qualche settimana. Poi sarebbe tornato a piovere e il freddo avrebbe preso possesso ancora per un pò delle nostre vite e del nostro umore.
Ce ne sono tante di vie per raggiungerlo. A me personalmente piace iniziare dalla curva del Tellale; anche se è un pò più breve, il sentiero taglia dritto e ripido, lascia per strada la deviazione verso Santa Margherita e punta deciso verso la cresta che corre da Punta Altaburg all’Altar Knotto.
Ed è raggiunta la cresta che inizia lo spettacolo per gli occhi. Siamo sul bordo dell’Altopiano, sotto a strapiombo una distesa di verde precipita verso valle, quasi carambolando e ancora più in alto lo sperone roccioso di Forte Campolongo vigila ancora immobile e silenzioso su postazioni deserte.
Che sia primavera non si capisce solamente dal risveglio di alberi e piante, dai primi fiori che iniziano a dare sfoggio dei loro vivaci colori, ma anche dalla febbrile attività di tutti gli esseri viventi. Lungo il cammino un brulichio senza posa cattura la mia attenzione.
E’ decisamente il momento in cui la Formica Rufa costruisce o ripara i suoi meravigliosi formicai a cupola. Stiamo parlando di un essere bellissimo e di grande complessità che silenziosamente lavora instancabilmente nei nostri boschi. E’ nota per la sua complessa organizzazione sociale e le sue straordinarie capacità costruttive.
I formicai a cupola, alti fino a due metri e composti da aghi di conifere, ramoscelli e resina hanno la funzione specifica di regolare la temperatura interna. Un fatto non proprio noto a tutti è che, pur essendo un predatore vorace di bruchi e insetti, la nostra rufa si nutre anche di melata, una sostanza prodotta dagli afidi che le formiche allevano all’interno dei formicai (si, proprio così, le formiche rufe praticano l’allevamento di bestiame).
La Formica Rufa contribuisce in diversi modi alla conservazione dei nostri boschi, tenendo sotto controllo i parassiti e contribuendo alla dispersione dei semi, quindi mi raccomando, trattatemele bene.
L’Atlar Knotto fa capolino qui e là lungo il sentiero, ma è alla fine che si mostra completamente la sua precaria, funambolica bellezza, sospeso come per un incantesimo sul bordo del nulla.
Appena arrivo al suo cospetto una coppia mi saluta calorosamente chiedendo come si scende verso il blocco. Trovo sempre qualcuno che chiede questa informazione quando vado.
E mi torna in mente qualche anno fa, quando arrivando con un gruppo che accompagnavo mi vedo svolazzare sulla testa un drone. Io non amo particolarmente l’utilizzo dei droni in montagna, quindi stavo per farmi rovinare la giornata quando arriviamo nei pressi della stretta fenditura che conduce alla base della roccia.
Intorno un capannello di tre persone. Il drone è loro. Mi chiedono dell’accesso. Si vede che non sono escursionisti, anche perchè hanno attrezzatura foto e video professionale. Uno di loro è un ragazzone con i capelli crespi completamente fuori contesto. Veste Jeans e un giacchetto di pelle.
Dopo qualche secondo di chiacchiere e presentazioni capisco. E’ un cantante americano, si chiama Mike Warren e sono là per girare il video di un suo singolo.
Mike non è proprio tanto a suo agio al cospetto di luoghi esposti e altezza, ma è coraggioso e soprattutto ha una grande presenza scenica. I videomakers Gianluca Zanette e Riccardo Melato invece se la cavano alla stragrande tra le rocce.
Mike sta per uscire con un nuovo album e ha scelto, tra le altre, questa come location per le riprese del suo video. Il drone non mi da più fastidio, perchè nel poco tempo che ho avuto a disposizione per aiutarli a posizionarsi al meglio per le riprese, ho conosciuto un grande artista, ma soprattutto una persona sorprendente.
Adesso vive a Perugia, dove si dedica a scrivere canzoni, ma la sua storia con l’Italia affonda le radici lontano. Mike è originario di Los Gatos, California. E da lì nel 2010 decide di compiere l’impresa: attraversare l’Italia a piedi da sud a nord insieme al suo fido cane Bo.
C’era un solo problema. Non aveva un piano, carte topografiche nè soldi, ma alla fine porterà a casa questa bizzarra avventura dalle coste del sud Italia fino a Padova.
Il suo epico viaggio è raccontato in un libro, The Italian Walk. Moltissime di quelle esperienze sono finite dritte dritte nelle sue canzoni, che parlano di libertà, sfide, natura e della necessità di affrontare le proprie paure.
Se lo avessi immaginato, l’incontro con questo strano cantante- chitarrista – camminatore non avrei mai detto che sarebbe potuto accadere all’Altar Knotto. Ma forse in realtà quello è proprio il luogo perfetto, carico di mito, mistero, sfida e di una natura prorompente che esplode nel risultato finale del video (che per inciso si chiama non a caso Mountains).
A volte un incontro, un volto, una storia possono rimanerti dentro anche se sono durati il tempo di una mano tesa, perchè le persone che hanno storie e capacità di raccontarle sono come un enorme masso in bilico sul nulla. Non hanno bisogno di muoversi chissà quanto per lasciare il segno nella memoria.
Mi volto ancora una volta. C’è un pensiero che non posso evitare di fare ogni volta che vengo. Questo è un luogo magico e di grande bellezza, ma pericoloso. Mi piacerebbe pensare che tutti coloro che vengono qui abbiano la giusta dose di cautela per evitare il ripetersi di episodi più o meno tristi.
Rubrica a cura del Fauno

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