Casa e futuro dell’Altopiano: la vera sfida è tornare a vivere la montagna

Riceviamo e pubblichiamo di un nostro lettore, residente sull’Altopiano, che pone l’attenzione su uno dei temi decisivi per il futuro del territorio: la difficoltà di trovare casa e la necessità di rafforzare le politiche dedicate alla residenzialità. Di seguito la nostra risposta.

 Trasferendomi sull’Altopiano come residente, anche se purtroppo in affitto fino al 2029 e poi chissà, ho notato un forte impegno e numerosi investimenti rivolti al turismo di massa, ma forse ancora troppo poco viene fatto per trattenere i residenti, soprattutto i più giovani.

Ho riscontrato personalmente quanto sia difficile trovare casa se non acquistandola a prezzi molto alti e quanto siano presenti case e seconde case e strutture per uso turistico a breve termine.

Molte di queste potrebbero essere incentivate a proporsi con affitti decenti a lungo termine, ad esempio favorendo molte situazioni anche transitorie. Il turismo è utile ed importante, ma molto legato a mode e tendenze . Ha bisogno di grossi investimenti e rischia di trasformare luoghi con elevata qualità di vita in anonime località che si contendono vacanzieri a colpi di novità modaiole.

È questo che si vuole? Non credo. Puntare su un turismo di qualità ed una maggiore attenzione e potenziamento della residenzialità potrebbe aiutare a mantenere viva la montagna. Quindi, un occhio di riguardo su, casa, scuola che apra a nuove/ vecchie occasioni di lavoro, potrebbe essere aperto, dando una prospettiva nuova. Ringrazio per l’attenzione.

Distinti saluti”

– Giorgio Fasolo

La nostra risposta

Gentile Lettore,

la ringraziamo per aver condiviso con la redazione una riflessione che affronta uno dei temi più importanti per il futuro dell’Altopiano dei Sette Comuni.

La questione della residenzialità non riguarda soltanto la possibilità di trattenere i giovani che oggi vivono sul territorio. La vera sfida sarà anche riuscire a riportare sull’Altopiano chi se n’è andato per studiare o lavorare e vorrebbe rientrare, oltre ad accogliere nuove famiglie e nuovi residenti. Per raggiungere questo obiettivo servono opportunità professionali, servizi adeguati, scuole e soprattutto abitazioni disponibili a condizioni sostenibili.

Senza una politica concreta sulla casa diventa infatti difficile immaginare una montagna viva durante tutto l’anno. La crescente diffusione degli affitti turistici brevi, la presenza di molte seconde case e i prezzi elevati degli immobili rendono sempre più complicato trovare soluzioni abitative a lungo termine. Una situazione che coinvolge giovani, lavoratori, famiglie e anche persone che scelgono di trasferirsi sull’Altopiano.

Il Comune di Asiago negli ultimi anni ha avviato alcuni tentativi e sta cercando di intervenire sul tema. Si tratta però di un percorso ancora lungo, che presenta diverse criticità e che non può essere affrontato con singole iniziative o provvedimenti isolati. Sono necessarie politiche continuative, incentivi per gli affitti residenziali, un confronto con i proprietari e una strategia territoriale capace di coinvolgere anche gli altri Comuni dell’Altopiano.

Il turismo rimane una risorsa fondamentale, ma deve procedere insieme alla tutela della vita quotidiana delle comunità. Una località turistica senza residenti, giovani, famiglie, lavoratori e servizi rischia progressivamente di perdere la propria identità e di trasformarsi in un luogo frequentato soltanto in alcuni periodi dell’anno.

Per questo la sua lettera pone una domanda centrale: quale Altopiano vogliamo costruire nei prossimi anni? La risposta dovrà necessariamente passare da un maggiore equilibrio tra turismo e residenzialità, perché il futuro della montagna dipenderà dalla capacità di essere non soltanto una destinazione da visitare, ma anche un territorio nel quale sia possibile scegliere di vivere.

La ringraziamo ancora per il suo contributo.

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